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Roma sommersa dai rifiuti, record nell'Anno Santo: nuove prospettive per il 2027

Roma sommersa dai rifiuti, record nell'Anno Santo: nuove prospettive per il 2027

RIFIUTI

Roma raggiunge un nuovo record: 1,7milioni di tonnellate di rifiuti con un importante aumento dei costi.

Più spazzatura da raccogliere e smaltire, soprattutto a seguito del Giubileo, che ha portato nella Capitale oltre 33milioni di pellegrini. Una vera e propria messa alla prova per Ama, che ha dovuto gestire il volume spropositato di rifiuti, nell’anno d’oro del turismo.

Tutto questo, stando alle parole dell’ad della municipalizzata Alessandro Filippi, ha implicato un aumento dei costi (30milioni complessivi), controbilanciato in parte dal miglioramento della raccolta differenziata, che ha toccato in alcuni mesi dell’anno, punte del 50 per cento.

Ciò che lascia intravedere una speranza di miglioramento, è la realizzazione di quattro nuovi impianti, con lo scopo di ottimizzare l’autonomia nella gestione del ciclo dei rifiuti; secondo la municipalizzata di via Calderon de la Barca, questi saranno in funzione dal 2027 e di conseguenza si potrebbero anche prevedere costi delle tasse più bassi.

Quest’anno ed il prossimo anno – dichiara Sabrina Alfonsi, assessora All'agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti - saranno fondamentali per l’attuazione del piano di gestione dei rifiuti di Roma Capitale. Sono infatti già in costruzione i quattro impianti per la valorizzazione dei rifiuti organici, della plastica e della carta e tra pochi mesi inizierà il cantiere per il termovalorizzatore, che ci consentirà in futuro, di chiudere in autonomia il ciclo dei rifiuti. Ovviamente i minori costi per il trasporto e il conferimento dei rifiuti agli impianti sia in Italia che all’estero e soprattutto i ricavi dalla produzione di biogas, biometano e di energia, consentiranno di liberare risorse per decine di milioni di euro, che potranno essere reinvestite per potenziare i servizi”.

La Tari, rimane però il nodo cruciale, una questione complessa da risolvere e inoltre, l’importo della stessa a Roma, riflette effettivamente il servizio reso ai cittadini?

La questione Tari – aggiunge poi l’avvocato Sara Astorino, Area Legale Aduc Consumatori – è una questione estremamente complessa. Soprattutto se si tengono in considerazione due elementi: il primo, è che nel gennaio 2025, per le residenze era stato previsto un incremento del 7,5 per cento, mentre per le non residenze dell’11, 4 per cento; e l’altro elemento è che secondo un sondaggio effettuato dal Time Out Index, la città di Roma risulta tra le capitali europee più sporche, a causa dei cestini mancanti, dei rifiuti abbandonati per strada; valutato e considerato che a Roma la raccolta avviene con due sistemi diversi, in alcune zone tramite 'porta a porta' e in alcune zone tramite il conferimento dei rifiuti nei bidoni che si trovano per strada, purtroppo dobbiamo considerare, dobbiamo concludere che il costo che i cittadini sono chiamati a versare, a pagare per la Tari, non corrisponde al servizio che sarebbe auspicabile avere”.