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Roma, set a cielo aperto: boom di riprese tra centro e periferie

Roma, set a cielo aperto: boom di riprese tra centro e periferie

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Da Vacanze Romane alla Dolce Vita fino a La grande bellezza, Roma e il cinema vivono un amore lungo un secolo, oggi più che mai città-set. Nei primi cinque mesi dell’anno le riprese autorizzate sono state 984, numeri da record per un’industria in pieno slancio. Guardando avanti, entro il 2026 il Campidoglio stima ricavi vicini al milione e mezzo di euro tra occupazione di suolo pubblico e diritti versati alla soprintendenza.

Roma e il cinema come negli anni sessanta?

A fare la parte del leone resta il centro storico: il Municipio I assorbe oltre il 88% delle entrate e quasi la metà dei set totali. La novità è l’allargamento alle periferie: IV municipio, Tiburtino, Prenestino e Pigneto registrano un numero crescente di ciak, trasformando strade e piazze in location ambite e alimentando un indotto diffuso tra maestranze e commercio locale.

Per l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio il cinema è un asset strategico, con un forte ritorno di immagine ed economico. Ma per i residenti dei quartieri più gettonati la convivenza con i set significa meno parcheggi, deviazioni al traffico e disagi logistici. La sfida è trovare un equilibrio tra valorizzazione culturale e vivibilità, così che la Capitale possa continuare a far sognare sul grande schermo senza rinunciare al benessere quotidiano di chi la abita.