A Roma infuria la polemica sulle strutture allestite in emergenza per il Giubileo, ora al centro di un possibile prolungamento pluriennale. La decisione della giunta Gualtieri di mantenere attive le sistemazioni provvisorie per l’accoglienza notturna ha acceso il confronto pubblico, tra esigenze di sicurezza sociale e timori di cronicizzazione dell’emergenza.
A San Lorenzo la situazione è insostenibile per i residenti
In particolare, Palazzo Senatorio ha avviato una gara d'appalto da circa 19 milioni di euro per estendere l’uso dei tendoni dormitorio fino al 2030. Il piano coinvolge più aree urbane strategiche, con l’obiettivo dichiarato di garantire continuità ai servizi essenziali, ma solleva interrogativi su governance, monitoraggio e impatto sul tessuto cittadino.
I punti sensibili comprendono le stazioni di Termini, Tiburtina e Ostiense, oltre alla zona di San Lorenzo. Proprio da qui sono arrivate numerose segnalazioni e immagini inviate dai cittadini, che mostrano criticità crescenti nella gestione degli spazi, nel decoro e nella convivenza tra funzioni ferroviarie, servizi sociali e flussi residenziali.
Nel quartiere di San Lorenzo la situazione viene descritta come «sempre più critica e insostenibile per i cittadini», con la presenza di molti senza fissa dimora sotto i portoni e i palazzi dei residenti. Sulla vicenda è intervenuto duramente anche Rino Fabiano, assessore del Municipio II di Roma Capitale, che ha espresso forte preoccupazione per la gestione dell’amministrazione capitolina. Al centro del dibattito, la richiesta di un piano più strutturale: tracciabilità degli interventi, alternative alloggiative stabili, presidio integrato dei servizi e tempi certi per evitare che l’eccezione si trasformi in regola.