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Roma, sabato 13 giugno: tre cortei contrapposti e massima allerta sull’ordine pubblico

Roma, sabato 13 giugno: tre cortei contrapposti e massima allerta sull’ordine pubblico

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Alta tensione politica a Roma: all’Università La Sapienza i collettivi studenteschi hanno bruciato manifesti con il volto del vicepremier Matteo Salvini, innescando la condanna della maggioranza e delle istituzioni. Un episodio che fa da preludio a un sabato 13 giugno carico di incognite sull’ordine pubblico, con tre cortei contrapposti pronti ad attraversare la capitale. Salvini rivendica la scelta del confronto e assicura di non lasciarsi intimidire, mentre partiti e sindacati preparano la mobilitazione tra appelli alla responsabilità e timori di possibili tensioni.

La tensione ai cortei

Da Palazzo Chigi ai vertici delle Camere, la reazione è di fermezza: per i ministri Bernini e Giuli il rogo dei manifesti è un gesto inaccettabile e incompatibile con i valori universitari. Il Viminale mette in guardia dal rischio di alimentare una spirale d’odio, monitorando gli sviluppi in raccordo con prefettura e forze dell’ordine. La cornice politica resta estremamente polarizzata, con la richiesta di vietare iniziative considerate divisive.

La Questura concentra ora la massima attenzione sulla logistica dei tre percorsi: gli studenti in partenza dal Verano verso il Ministero di Salvini; in Piazza della Libertà il corteo del Comitato Remigrazione, sostenuto da esponenti di Casa Pound, per promuovere una proposta di legge d’iniziativa popolare; e la contromanifestazione antifascista convocata al Colosseo. CGL, Ampi, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle hanno chiesto al Prefetto e al sindaco Gualtieri di vietare il corteo della destra sociale, definito xenofobo. In assenza di divieti, la capitale si prepara a un massiccio dispiegamento per tenere separate le piazze.