Sotto le finestre dell’assessorato, a due passi dal Campidoglio, questa mattina Via Petroselli è diventata il cuore della mobilitazione. Il comitato Roma Sa da che parte stare ha organizzato un presidio per chiedere l’interruzione immediata di ogni rapporto istituzionale, economico e culturale tra la Capitale e lo Stato di Israele. Una manifestazione definita dai promotori non generica, ma mirata a contestare quelli che indicano come accordi di complicità.
Chi ha manifestato a Via Petroselli
Al centro delle richieste figura un impegno formale della giunta capitolina a boicottare le collaborazioni in essere: recidere gemellaggi, sospendere partnership culturali e interrompere le collaborazioni commerciali con istituzioni israeliane. Una pressione politica che si inserisce nel contesto del conflitto in Gaza e nei territori occupati, con l’obiettivo di spingere l’amministrazione a una scelta netta e trasparente, capace di segnare la cosiddetta “diplomazia delle città”.
Secondo i movimenti in piazza, mantenere la “normalità” istituzionale equivale a un silenzio assordante rispetto alle presunte violazioni del diritto internazionale. I megafoni hanno martellato per tutta la mattina un messaggio di responsabilità civica, invocando la fine dei rapporti considerati incompatibili con i principi di tutela dei diritti umani. Il presidio mette così al centro dell’agenda capitolina la scelta tra continuità e discontinuità: Roma dovrà decidere se rinegoziare i propri legami, traducendo la pressione dal basso in atti amministrativi concreti e verificabili.