Il potenziamento ferroviario della tratta Campoleone-Aprilia fa un passo avanti: il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità degli espropri dei terreni necessari per realizzare il secondo binario ferroviario, respingendo i ricorsi presentati da alcuni proprietari contrari alle notifiche di esproprio.
I ricorsi al Consiglio di Stato
La controversia riguarda la notifica di espropri a 81 proprietari di terreni confinanti con la linea ferroviaria Roma-Nettuno per permettere l’ampliamento dal binario unico a uno doppio. Diverse contestazioni erano state sollevate in sede giudiziaria, con lamentele su presunti vizi procedurali, mancata comunicazione diretta di documenti fondamentali e possibili impatti ambientali e paesaggistici.
Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) e in seguito il Consiglio di Stato hanno però rigettato queste obiezioni, affermando che Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e le autorità competenti hanno rispettato le garanzie procedurali previste dalla legge e che l’opera è di pubblica utilità. In particolare, la Corte ha confermato che le comunicazioni di pubblica utilità sono state regolarmente inviate tramite raccomandata e pubblicate sui mezzi previsti, escludendo irragionevolezza nelle scelte progettuali o eccessiva imposizione sulle proprietà.
Il progetto del doppio binario
Il progetto di raddoppio della tratta di circa 6 km rientra in un più ampio programma di potenziamento della linea ferroviaria Roma-Nettuno, con l’obiettivo di aumentare la capacità operativa, ridurre i tempi di attesa e migliorare la regolarità del servizio.
Per le istituzioni e RFI, l’opera non è solo un intervento locale ma un tassello strategico per la mobilità nella parte sud di Roma e nei comuni pontini, dove la domanda di trasporto ferroviario è in costante crescita.