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Il Municipio III di Roma vuole vietare le pellicce in vetrina: "I romani sono diventati più sensibili" - VIDEO

Il Municipio III di Roma vuole vietare le pellicce in vetrina: "I romani sono diventati più sensibili" - VIDEO

PELLICCE VETRINA

Il Municipio III di Roma vuole vietare le pellicce in vetrina: "I romani sono diventati più sensibili"

Ospite in collegamento: avv. Claudia Taccani, Resp. Ufficio Legale Oipa e portavoce del Presidente

Il Municipio III di Roma ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che chiede il divieto di esposizione al pubblico di capi e articoli di pellicceria derivati da animali all’interno degli esercizi commerciali del territorio municipale e comunale. La richiesta, indirizzata al sindaco e alla giunta di Roma Capitale, riguarda le vetrine e gli spazi accessibili ai clienti dei negozi presenti nell’area.

Le basi normative e scientifiche

Il provvedimento richiama la tutela degli animali sancita dagli articoli 9 e 41 della Costituzione e il divieto di allevamento per la produzione di pellicce già introdotto dalla legge di bilancio 2023. A sostegno della misura vengono citate le conclusioni del report Efsa del luglio 2025, che attestano l’impossibilità di garantire il benessere animale negli allevamenti in gabbia, e le posizioni della Fnovi sui rischi zoonotici connessi a tali impianti, riconosciuti come potenziali focolai d’infezione per la salute pubblica, come emerso durante la pandemia da Covid-19. A rafforzare l’indirizzo contribuisce inoltre l’iniziativa di cittadini europei riuniti in "Basta Pellicce", sostenuta da oltre 1,5 milioni di firme negli stati membri.

Cittadini più sensibili ai temi ambientali

Secondo il Municipio III, l’esposizione commerciale di prodotti in pelliccia è ormai anacronistico rispetto alla crescente sensibilità dei cittadini e delle nuove generazioni. Senza contare che la stessa è la stessa città di Roma ad aver dimostrato negli anni un'attenzione maggiore ai temi legati al benessere animale (ne è un esempio l'istituzione del Garante del benessere e dei diritti degli animali).

L’indirizzo punta a uniformare le pratiche degli esercizi del quadrante nord-est della città a standard più attenti al benessere animale e alla salute pubblica, favorendo al contempo un’evoluzione dell’offerta verso alternative responsabili.