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Metro C, lettera aperta di Italia Nostra al ministro Giuli: "Siamo preoccupati per il patrimonio archeologico" - VIDEO

Metro C, lettera aperta di Italia Nostra al ministro Giuli: "Siamo preoccupati per il patrimonio archeologico" - VIDEO

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Metro C, lettera aperta di Italia Nostra al ministro Giuli: "Siamo preoccupati per il patrimonio archeologico"

Ospite in collegamento: Oreste Rutigliano, "Italia Nostra"

Italia Nostra ha inviato una lettera al ministro della Cultura Alessandro Giuli, con copia alla Commissione Nazionale Italiana Unesco, a Palazzo Altemps e all’Ufficio Unesco del Mic, in merito ai cantieri della Metro C nel centro storico di Roma. Un appello netto e chiaro: "No alle archeostazioni, sì alla variante costruttiva". Sulla questione l'associazione era già intervenuta qualche mese fa esprimendo perplessità e preoccupazione per il patrimonio archeologico della Città Eterna.

Le richieste per Chiesa Nuova e Castel Sant’Angelo

Nel documento l’associazione afferma: "Chiediamo una variante costruttiva delle archeostazioni Chiesa Nuova e Castel Sant’Angelo". Per piazza della Chiesa Nuova sono indicate lavorazioni a cielo aperto pari a 66 metri di lunghezza e 33 di larghezza, con uno scavo di circa dieci metri e paratie fino a 42 metri. Per Castel Sant’Angelo la pianta massima è di 84 per 28 metri, con profondità di scavo di circa 44 metri e uscite sul lungotevere, in piazza San Giovanni XXIII.

Una porzione del Parco della Mole Adriana verrebbe destinata alla logistica di cantiere ed è proprio qui che l’associazione interviene, richiamando la tutela del Parco della Mole Adriana e di piazza della Chiesa Nuova in quanto siti Unesco. "Si tratta di aree soggette a vincolo monumentale diretto, l’integrità paesaggistico-culturale va salvaguardata" sottolinea l'associazione.

Il modello San Giovanni e l’archeologia preventiva

La lettera sollecita soluzioni di archeologia preventiva che valutino l’impatto sul contesto urbanistico, culturale ed ecosistemico. Italia Nostra contesta l’estensione automatica del “modello San Giovanni” alle stazioni della Tratta T2, ritenendo che l’esposizione in situ dei reperti non possa adattarsi sistematicamente a contesti diversi e a differenti consistenze archeologiche.

Le posizioni degli archeologi e gli effetti su costi e tempi

Nel dibattito viene richiamata la posizione dell’archeologo Filippo Coarelli, che aveva osservato, "Si smonta e si ricostruisce. In questo caso sarebbe meglio seppellire, non ha senso spostare un edificio: questa è l’archeologia di Munoz… Questo significa fabbricare dei falsi".

Per l’associazione, "del più eminente degli archeologi crediamo debba porre più di un dubbio sull’effettiva utilità di queste strutture ai fini della “valorizzazione e tutela” archeologica, dubbio che le sottoponiamo con questa nostra lettera aperta". Italia Nostra sostiene che una variante costruttiva ridurrebbe i costi, preserverebbe il patrimonio arboreo del centro storico, limiterebbe le isole di calore e consentirebbe tempi più contenuti dei cantieri in vista dell’Anno giubilare 2033.