Roma Mater Vinorum: 100 barbatelle per sette varietà storiche — dal cesanese alla malvasia puntinata fino al nero buono di Cori — danno vita al nuovo vigneto urbano di Sant'Alessio, nel cuore della storica tenuta dell’Garibaldi, in via di Vigna Murata. Non è solo agricoltura: è un ponte tra passato e futuro, dove la biodiversità locale dialoga con una didattica moderna e inclusiva.
Il progetto, battezzato Roma Mater Vinorum, è promosso dall’Assessorato dell’Agricoltura e Ambiente di Roma Capitale insieme a Iter Vitis, itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa. L’obiettivo è chiaro: trasformare la scuola in un hub europeo della formazione vitivinicola, valorizzando saperi, pratiche agronomiche e cooperazione internazionale.
Roma Mater Vinorum, tra tradizione e tecnologia
Tradizione e alta tecnologia viaggiano a braccetto. In collaborazione con la start-up City Culture, il vigneto diventa “sentinella ecologica” grazie a sensori alimentati da pannelli solari: dispositivi che monitorano umidità, temperatura e qualità dell’aria della Capitale, rilevando polveri sottili come PM2.5 e PM10. Un laboratorio a cielo aperto che unisce dati ambientali e pratica sul campo, utile per studenti, ricercatori e comunità.
Dopo l’esperienza del San Sisto, i ragazzi del Garibaldi si confermano custodi del verde urbano: un piccolo ecosistema antico che, grazie alla scienza, educa i cittadini di domani alla sostenibilità. Con Roma Mater Vinorum, la città riscopre il valore dei filari come infrastruttura verde, capace di rigenerare paesaggio, cultura e partecipazione.