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Roma, la seconda città più cara d'Italia. Raddoppia anche il carrello

Roma, la seconda città più cara d'Italia. Raddoppia anche il carrello

Qualche giorno fa è uscita la notizia che Roma è la seconda città più cara dopo Bolzano. Gli ultimi dati Istat sull’aumento dei prezzi, secondo Unione nazionale consumatori di Roma, fanno collocare la Capitale al secondo posto. Quell’aumento di quasi 400 euro per una famiglia media si fa sentire anche perché in termini di inflazione la città si è guadagnata la medaglia d’argento.

“Una brutta notizia per i romani – racconta Mauro Antonelli, responsabile ufficio studi Unione nazionale consumatori -. Roma si colloca al secondo posto delle città più rincarate d’Italia. Ad ottobre ha avuto un’inflazione pari all'1,5%, è al secondo posto solamente dopo Bolzano e questo determina una stangata pari a 388 euro per una famiglia media. Una cifra che sale addirittura a 513 euro per una famiglia di quattro persone. Si rileva anche un aumento nei servizi ricettivi di ristorazione, cosa preoccupante visto il Giubileo, ma purtroppo raddoppia anche il carrello della spesa e i prodotti alimentari che sono spese obbligate per tutte le famiglie.”

Il Giubileo non è ancora iniziato, ma se finora poco si era parlato di un effetto Giubileo, ora è la volta buona per affermarlo senza se e senza ma.

A Bolzano l'inflazione tendenziale pari a +2, la più alta d'Italia, si traduce anche nella maggior spesa aggiuntiva annua, equivalente a 579 euro per una famiglia media. Per la Capitale, invece, non è poco un aumento di 388 euro per una famiglia media. L’aumento del costo della vita ha portato molti a risparmiare su determinati prodotti da inserire all’interno del carrello della spesa.

Cara Roma, ma anche Roma cara

Quando si pensa a Roma, vengono in mente tantissime cose: il traffico, i monumenti, la storia, l’arte, il cibo e spesso i romani si chiedono quanto siano fortunati i turisti che da fuori vedono una Roma, anche se alcune volte disordinata, al contempo così perfetta. Non è difficile, però, immaginare anche per loro quanto sia complicata da vivere se si pensa che una carbonara durante l’Anno Santo potrebbe arrivare a costare anche 15 euro.

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Per un turista, magari, è un must mangiare un piatto simbolo del posto, ma per chi vive la città è anche un’assurdità se si fa il paragone con i 7 euro che si pagavano nelle trattorie romane molti anni fa. E questo è solo uno dei tanti esempi di un rincaro di una città che, solo dopo Bolzano, è la seconda città più cara d’Italia.

E un caffè a Roma?

Il caffè è il motore pe iniziare bene la giornata, è un piacere dopo i pasti, è un appuntamento con amici o amiche. Ma bisogna anche farsi i conti in tasca e vedere se quel motore, quel piacere e quell’appuntamento convenga o sia diventato ormai troppo caro. All’ingrosso, il caffè è aumentato di 3 euro al chilo. In media, una tazzina costa 1,20 euro. E i romani, e non, spesso si lamentano che “neanche si vede il caffè che si beve per quanto è poco”. La speranza è che anche se si iniziano a vedere bar che fanno pagare un caffè più del normale, il picco si fermi alla media.