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Roma, pensionata raggirata da falsi poliziotti e truffata per 3,5 milioni di euro - VIDEO

Roma, pensionata raggirata da falsi poliziotti e truffata per 3,5 milioni di euro - VIDEO

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Roma, pensionata raggirata da falsi poliziotti e truffata per 3,5 milioni di euro

Ospite in collegamento: Michela Anniballi, "Roma Daily News"

Una donna di 66 anni residente a Roma è stata vittima di una maxi truffa orchestrata da sedicenti agenti della Polizia di Stato. Una telefonata camuffata come se provenisse dalla Questura di Roma e l’invio via WhatsApp di presunti atti giudiziari hanno convinto la vittima a consegnare gioielli, denaro e preziosi per un valore stimato in circa 3,5 milioni di euro.

L’episodio risale al 21 aprile. I truffatori hanno riferito alla donna che il suo nome risultava coinvolto in un’inchiesta su una rapina in gioielleria, sostenendo che fosse stata usata un’auto intestata al padre defunto. Per rendere credibile la messinscena hanno inoltrato una documentazione giudiziaria contraffatta e le hanno intimato di non parlarne con il marito o con altre persone.

A quel punto le è stato detto che i beni di valore dovevano essere controllati da un presunto “perito del Tribunale”. Terrorizzata dalle possibili conseguenze, la donna ha consegnato una scatola con gioielli, 650 euro in contanti, 3.000 dollari, 2.500 franchi svizzeri e una borsa prelevata da una cassetta di sicurezza con monili e altri preziosi. Secondo gli investigatori, il bottino ammonta a circa tre milioni e mezzo di euro.

Le indagini a Roma e l’arresto a Napoli

Le attività dei Carabinieri della Stazione Roma Salaria, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno avuto una svolta grazie ai rilievi sul veicolo della vittima. Un’impronta digitale isolata e analizzata dai militari del RIS di Roma ha portato all’identificazione di un 22enne napoletano, poi riconosciuto anche tramite attività fotografiche investigative.

Il Tribunale di Roma ha emesso il 3 giugno un’ordinanza di custodia cautelare. Il giovane è stato rintracciato a Napoli e trasferito nel carcere di Poggioreale, gravemente indiziato del reato di truffa aggravata in concorso. Proseguono le ricerche per individuare gli altri membri del gruppo.

L’appello ai cittadini delle forze dell'ordine

Le forze dell’ordine invitano a prestare massima attenzione a telefonate sospette e a richieste di consegna di denaro o preziosi. Le autorità ricordano che nessun ufficio di polizia o autorità giudiziaria richiede beni o somme di denaro nell’ambito di attività investigative. In caso di dubbi è opportuno contattare direttamente i numeri ufficiali della Questura di Roma o dei Carabinieri.