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Roma-Eintracht, giovedì 30 gennaio il match: strade chiuse nella Capitale (VIDEO)

Roma-Eintracht, giovedì 30 gennaio il match: strade chiuse nella Capitale (VIDEO)

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Roma-Eintracht giovedì 30 gennaio, strade chiuse a Roma

Ospite in collegamento a Non solo Roma: Michela Anniballi, "Roma Daily News"

Giovedì 30 gennaio, dalle 21, allo stadio Olimpico è in programma l’incontro di Europa League, Roma-Eintracht Francoforte. Sono attesi 3.500 circa dalla Germania: il piano viabilità prevede l’istituzione di divieti di sosta temporanei e ad ampio raggio nell’area del Foro Italico. Possibili anche temporanee chiusure al traffico, in particolare nelle fasi di afflusso e deflusso dei tifosi. Divieti di sosta e possibili chiusure sono previsti anche nell’area di Villa Borghese.

Su richiesta della Questura e per motivi di ordine pubblico, dalle 16 potranno scattare chiusure al traffico su viale Tor di Quinto (nel tratto compresso tra via Civita Castellana e largo Maresciallo Diaz); i lungotevere Diaz, Cadorna, Fellini, della Vittoria e Oberdan; Ponte Duca d’Aosta; piazzale Maresciallo Giardino.

Sono esclusi dal provvedimento di chiusura i veicoli di soccorso pubblico e pronto intervento, i mezzi del trasporto pubblico compresi taxi e ncc, i veicoli dei residenti, i bus e veicoli utilizzati dagli steward, i veicoli dotati di pass rilasciati da Sport e Salute e dalla Roma, i veicoli della squadra dell’Eintracht Francoforte, ciclomotori e motoveicoli (a due e tre ruote) e le biciclette.

In Centro divieti di sosta, già da mercoledì 29 gennaio, in particolare a largo Corrado Ricci; via Cavour, tra largo Corrado Ricci e via del Cardello; via del Colosseo, nel tratto compreso tra largo Corrado Ricci e via Frangipane; via Frangipane, tra via del Colosseo e via del Cardello; via del Cardello tra via Frangipane e via Cavour; via e vicolo del Buon Consiglio; via del Pernicone. Su queste stesse strade possibili temporanee limitazioni alla circolazione.

Lo stadio è raggiungibile anche in modo sostenibile utilizzando il trasporto pubblico, sono diciotto i collegamenti che servono l’area: 2, 23, 31, 32, 53, 69, 70, 89, 168, 201, 226, 280, 301, 446, 628, 910, 911, 982. Possibile la temporanea chiusura, solo in caso di effettiva necessità, lungo la metro A, delle fermate di Flaminio e Spagna. Maggiori dettagli e aggiornamenti in tempo reale sul sito di Roma Servizi per la Mobilità.

Incendio nel bar di “Febbre da Cavallo”, si sospetta atto doloso

Un incendio ha colpito nella notte tra lunedì e martedì il celebre bar di via Tribuna di Tor de’ Specchi, nei pressi dell’Ara Coeli e a pochi passi dal Campidoglio. Il locale, noto per essere stato la location del “Bar Gabriella” nel film cult Febbre da Cavallo (1976) di Steno, è stato avvolto dalle fiamme che hanno interessato il dehors esterno.

Secondo le prime ricostruzioni, il rogo sarebbe partito da alcuni motorini parcheggiati davanti al gazebo. Le immagini delle telecamere di sorveglianza, attualmente al vaglio degli inquirenti, suggerirebbero un’origine dolosa dell’incendio. Sul caso stanno indagando gli agenti del Nucleo Tutela Ambiente del gruppo Trevi della Polizia Locale di Roma Capitale, impegnati a chiarire la dinamica e le cause dell’accaduto.

Jack Russell denutriti e in condizioni pessime, salvati da LNDC Animal Protection

Quattro Jack Russell, due maschi e due femmine, in condizioni di grave denutrizione e con problemi di salute sono stati salvati a Vitinia, Roma, grazie all’intervento degli attivisti della Lega Nazionale per la Difesa del Cane (LNDC) e dei carabinieri, sabato pomeriggio. I cani, trovati in uno stato di evidente sofferenza, sono stati affidati alle cure della Asl veterinaria, con la speranza che possano presto trovare nuove famiglie disposte ad accoglierli.

La segnalazione è partita da un post su un gruppo Facebook di quartiere, che ha attirato l’attenzione dei volontari della Sezione di Ostia di LNDC Animal Protection. Una volta giunti sul posto, gli attivisti hanno constatato le gravi condizioni dei cani e hanno immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Dopo il recupero, gli animali sono stati sottoposti a controlli veterinari per accertarne lo stato di salute ed escludere eventuali malattie.

Sul caso è intervenuto anche l’ufficio legale di LNDC, che ha avviato le procedure per sporgere denuncia contro la proprietaria e chiedere il sequestro definitivo degli animali, affinché non le vengano restituiti. “Siamo grati al consigliere comunale Rocco Ferraro per il suo impegno e ai carabinieri della Stazione di Vitinia per essere intervenuti tempestivamente e aver garantito ai cani le cure necessarie”, ha dichiarato Piera Rosati, presidente di LNDC Animal Protection.

Gualtieri e le scuole di Roma ad Auschwitz: “Quel mondo non tornerà solo se tutti noi ci sforzeremo di non dimenticare”

Il sindaco Roberto Gualtieri, in visita ad Auschwitz-Birkenau per il Viaggio della Memoria, ha deposto una pietra e dei fiori davanti alla Judenrampe, il binario dove arrivavano i treni carichi di deportati.

Voglio davvero ringraziarvi tutti. Questo luogo deve essere considerato parte integrante del sistema museale di Auschwitz-Birkenau e deve essere il punto di partenza della visita; – ha dichiarato rivolgendosi ai 142 studenti e studentesse coinvolti nel viaggio – qui tocchiamo il suolo dove arrivavano i treni carichi e veniva fatta una rozza e cinica selezione tra chi doveva lavorare e chi doveva morire. È un luogo di morte“.

Dopo il primo cittadino, il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha suonato lo Shofar “in ricordo di tutti gli ebrei di Roma che hanno perso la vita qui“, e il presidente della Fondazione Museo della Shoah, Mario Venezia, hanno deposto una pietra sul vagone in ferro e legno.

A rappresentare i testimoni dell’orrore, quest’anno, tre giovanissimi: la nipote di Leoncino, ebreo romano deportato il 16 ottobre, la nipote di una donna polacca deportata a Birkenau per aver aiutato degli ebrei, e un ragazzo rom, a ricordare tutti i rom perseguitati e portati nei campi di sterminio.

Con loro, lo storico della Shoah Marcello Pezzetti ha spiegato che la Judenrampe ha cominciato a funzionare nel marzo del 1942, fino al maggio del 1944. “Qui avveniva lo scarico dei deportati e la loro selezione sulla base delle loro necessità. Chi non serviva, andava direttamente alla morte. I nazisti hanno accolto qui gli ebrei deportati del 16 ottobre. Li chiamavano ‘gli ebrei del Papa’. Era la prima volta che arrivavano gli ebrei da Roma e volevano vederli“, ha raccontato.

I sopravvissuti sono stati soltanto 16, e l’unica donna a sopravvivere è stata Settimia Spizzichino. I neonati del 16 ottobre – ha detto ancora – sono stati messi in un lenzuolo e sbattuti contro le pareti dei camion, dove saliva chi doveva andare direttamente alla morte“.

Per il sindaco “essere qui e scendere in questo abisso è importantissimo. Quel mondo non tornerà solo se tutti noi ci sforzeremo di non dimenticare. Dobbiamo rendere omaggio a chi, con impegno, ha consentito di edificare e far vivere questa memoria concreta dei luoghi, indispensabile perché quello che è accaduto non deve svanire. E questa banalità del male va sempre ricordata perché ci dice che il male può tornare”.

Il viaggio della memoria, che si è concluso con la deposizione di una corona commemorativa al Muro della Morte, è iniziato domenica 26 gennaio. Ieri la cerimonia ufficiale in occasione degli 80 anni dalla liberazione di Auschwitz.