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Roma e Milano tra criminalità e paura: i numeri del Censis e la realtà di strada

Roma e Milano tra criminalità e paura: i numeri del Censis e la realtà di strada

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Un nuovo episodio di violenza scuote il quartiere Ardeatino: un’anziana è stata aggredita alle spalle e trascinata sull’asfalto da due uomini in scooter, poi sottoposti a fermo dalla polizia. Un fatto di cronaca che racconta la fragilità di Roma e delle grandi città italiane, dove la paura condiziona la vita quotidiana.

Roma maglia nera per borseggi

Il 59esimo rapporto Censis fotografa con precisione la mappa della criminalità. Nel 2024 la Capitale conquista il primato per volume complessivo di reati, sfiorando quota 272.000. Ma per incidenza sulla popolazione, il primato passa a Milano, che registra valori più alti di Roma e un livello di rischio percepito che si riflette nelle abitudini dei cittadini.

Nel dettaglio, nel capoluogo lombardo si raggiungono quasi 70 reati ogni 1.000 abitanti, mentre la Capitale resta la città italiana con più borseggi: oltre 33.000 in un anno, con una media che sfiora il centinaio al giorno. Milano detiene il record per le rapine in strada (oltre 2.600) e per i furti nei negozi, che toccano quasi le diecimila denunce annue.

A Roma e Milano resta drammatica anche la violenza di genere: in entrambe si consuma più di una violenza sessuale al giorno, con la Capitale che supera i 500 casi in 12 mesi. I primi segnali del 2025 indicano un calo dei reati predatori, ma la percezione corre su un binario diverso: per il 74% dei giovani tra 18 e 34 anni, camminare per strada negli ultimi cinque anni è diventato decisamente più pericoloso. Un divario tra dati e sentiment che impone interventi mirati su prevenzione, presidio urbano e sostegno alle vittime.