Roma, lo strano caso delle cucine mai consegnate: interviene l'associazione "Codici"
Ospite in collegamento: avv. Ivano Giacomelli, segretario nazionale di "Codici"Preventivi firmati, acconti già versati, traslochi avviati. Sembra una filastrocca per bambini, peccato che il finale non sia proprio dei migliori, almeno fino ad ora. Un caso che sta rimbalzando sui social tra decine di segnalazioni, racconti, denunce. Protagonista un superstore di arredamenti che, nella Capitale, ha lasciato decine di acquirenti senza cucina. Quegli stessi acquirenti, però, avevano già versato il famoso acconto. È una truffa o è tutto un malinteso?
In base a quanto si apprende, lo showroom avrebbe incassato da ogni famiglia acconti tra 2.000 e 5.000 euro, dopo di che il nulla. Quelle cucine non sono mai state consegnate. In tanti hanno iniziato a chiamare, mandare mail, recarsi nella sede. Nessuna risposta. C'è chi aveva già iniziato i traslochi, chi si è ritrovato a cucinare con un fornello da campeggio, chi aveva già demolito le vecchie cucine.
Interviene Codici: "Segnalazioni che risalgono ad anno fa"
“Le segnalazioni sulla mancata consegna dell’ordine risalgono ormai ad un anno fa – spiega Ivano Giacomelli – . Ci chiediamo perché nel frattempo non si è intervenuti per mettere un freno alla questione, per tutelare chi aspetta la cucina, chi attende il rimborso e chi ancora oggi finisce sul sito dell'azienda o in uno dei suoi negozi a Roma. La società, infatti, è ancora attiva, fisicamente e online, come se nulla fosse. Questo, sinceramente, ci sembra paradossale”.