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Roma chiude lo sportello Informagiovani: addio al presidio di Testaccio

Roma chiude lo sportello Informagiovani: addio al presidio di Testaccio

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Saracinesca abbassata negli spazi Informagiovani dell’ex Mattatoio di Testaccio: dopo 30 anni di attività chiude lo sportello fisico Informagiovani a Roma. Al suo posto, per i ragazzi della Capitale, arrivano smartphone, sito e — in prospettiva — risposte dell’intelligenza artificiale. È una riorganizzazione del Campidoglio, con personale trasferito nel sistema delle biblioteche, che divide città e addetti ai lavori.

I numeri di Informagiovani

I dati raccontano un servizio che funzionava: da gennaio dello scorso anno gli orientatori hanno incontrato e ascoltato più di 13.000 studenti delle scuole medie e 11.000 delle superiori, direttamente negli istituti romani. Ragazzi e famiglie cercavano una bussola tra università, lavoro e le fragilità post‑pandemiche, dalla scelta degli studi alle prime esperienze professionali.

Mentre le grandi capitali europee puntano a ricostruire luoghi di aggregazione fisici per contrastare l’isolamento giovanile, i sindacati denunciano che Roma va in controtendenza e smantella l’ultimo presidio relazionale gratuito. Per tanti studenti, quell’ufficio era un punto d’ascolto e orientamento insostituibile.

Le istituzioni assicurano che resterà attiva la piattaforma web per bandi e convenzioni, ma il fronte dei critici avverte: la cura del futuro dei ragazzi romani non può essere delegata a un algoritmo. La sfida ora è bilanciare efficienza digitale e prossimità umana, evitando che la trasformazione lasci indietro proprio chi ha più bisogno.