Nuovo rallentamento per la riforma dei poteri di Roma Capitale. L’iter parlamentare del disegno di legge subisce infatti un ulteriore slittamento dopo settimane di trattative politiche.
Solo pochi giorni fa sembrava definita la data per l’approdo in aula del provvedimento, fissata per il 9 marzo. Nelle ultime ore però lo scenario è cambiato ancora e l’esame degli emendamenti è stato rinviato.
La decisione arriva dopo la richiesta del Partito Democratico di posticipare la discussione, richiesta accolta dal presidente della Commissione Affari Costituzionali Nazario Pagano con il consenso del governo. Il motivo è legato al referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo, che rappresenta un passaggio politico delicato per gli equilibri parlamentari. L’obiettivo del rinvio sarebbe evitare sovrapposizioni tra due riforme costituzionali politicamente sensibili.
La riforma dei poteri di Roma Capitale è attesa da oltre vent’anni e punta a rafforzare il ruolo istituzionale della città riconoscendole maggiori competenze e risorse. Tuttavia, essendo una modifica costituzionale, richiede una doppia approvazione da parte di Camera e Senato con un intervallo minimo di tre mesi tra le votazioni. Per questo motivo i tempi diventano un fattore decisivo. Se il percorso dovesse rallentare ulteriormente, il rischio è che la riforma arrivi troppo vicino alla fine della legislatura prevista nel 2028.