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Roma Capitale, primo ok della Camera alla riforma. Scatta la bufera politica (VIDEO)

Roma Capitale, primo ok della Camera alla riforma. Scatta la bufera politica (VIDEO)

COPERTINE 169

Primo via libera dell’Aula di Montecitorio alla riforma costituzionale che rafforza i poteri di Roma Capitale. Il provvedimento modifica l’articolo 114 della Costituzione inserendo Roma tra i livelli di governo della Repubblica, con autonomia amministrativa e finanziaria. L’Aula ha approvato con 159 sì, 33 no e 55 astenuti: centrodestra compatto a favore; tra le opposizioni contrari Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, astenuti Pd e Italia Viva, favorevoli i deputati di Azione.

Cosa è successo dopo il voto

Primo via libera della Camera alla riforma costituzionale attesa da tanto, troppo tempo: il viaggio per Roma verso i poteri speciali e l’autonomia finanziaria è ancora molto lungo. Con 159 voti favorevoli, la Camera approva in prima lettura la modifica all'articolo 114 della Costituzione. Roma Capitale si prepara, così, a gestire in autonomia materie come i trasporti, il commercio, l’urbanistica, i servizi sociali, la valorizzazione dei beni culturali, avvicinandosi così alle grandi metropoli europee. Il voto di Montecitorio, però, spacca il fronte politico. La maggioranza ha votato compatta, le opposizioni invece hanno scelto l’ordine sparso: M5S e Sinistra contrati, favorevole Azione, mentre il Pd ha optato per la via dell’astensione. Scatta la bufera. Ci si chiede perché improvvisamente il Partito Democratico abbia deciso di non sostenere “Un testo su cui si era costruito un confronto serio e responsabile” commentano in una nota alcuni consiglieri capitolini di FdI. Il Nazareno respinge le accuse: il deputato Roberto Morassut parla di un’ "astensione costruttiva": mancherebbe all'appello la legge ordinaria per definire fondi e personale e questo comporta il timore per i dem di una riforma che sia solo una scatola vuota. Lo stesso Gualtieri definisce il voto un fatto positivo, ma sente il peso di un clima di scontro. “Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio” scrive in una nota, dove aggiunge che “Ora è importante che il processo di riforma prosegua”. La decisione dei dem, però, ha scatenato la reazione durissima della premier Giorgia Meloni. "Amarezza e stupore", scrive sui social, accusando il PD di aver interrotto un processo condiviso e di non aver sostenuto una riforma che il sindaco Gualtieri aveva inizialmente caldeggiato. "A questo punto mi pare che non ci siano i margini per andare avanti con il provvedimento", asserisce la leader di Fratelli d'Italia. “Non è finita finché non è finita”, citando il detto, e il percorso, del resto, è ancora lungo. Resta solo l’attesa e il chiedersi se rimarrà tutto solamente fumo.

Cosa prevede il testo

La riforma stabilisce le materie di competenza legislativa del nuovo ente. Tra queste rientrano trasporto pubblico locale, polizia amministrativa locale, governo del territorio, commercio, valorizzazione dei beni culturali e ambientali, promozione e organizzazione di attività culturali, turismo, artigianato, servizi e politiche sociali, edilizia residenziale pubblica.

Iter parlamentare e possibili passaggi

Quella approvata è la prima di quattro letture previste, due alla Camera e due al Senato. In assenza della maggioranza dei due terzi nella seconda lettura in ciascun ramo del Parlamento, il disegno di legge potrà essere sottoposto a referendum confermativo prima dell’entrata in vigore.

Le parole della premier Giorgia Meloni

In una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l'approvazione un punto importante per "rafforzare il ruolo di Roma Capitale e per attribuire al Campidoglio i poteri legislativi necessari per occuparsi di materie che toccano da vicino la vita dei romani e l'interesse dell'Italia tutta, perché una Capitale che funziona aiuta la crescita dell'intera Nazione". Ha espresso anche la sorpresa per l'astensione del Pd: "Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito Democratico di astenersi. È una scelta che colpisce molto perché, com'è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell'esame parlamentare le proposte presentate dal Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri". "Oggi (ieri, ndr) si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il Sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini".

Meloni ha aggiunto: "Oggi (ieri, ndr) il Partito Democratico decide di non rispettare gli impegni presi e di interrompere un processo costituente pienamente condiviso, e che aveva visto finora il pieno coinvolgimento del Campidoglio e della Regione Lazio e che aveva trovato maturazione in Parlamento. È impossibile accogliere l'invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani".

“Un’astensione costruttiva”

A spiegare le ragioni dell’astensione, il deputato Roberto Morassut: “Il governo ha tentato, già dal momento in cui fu approvato un testo base in Commissione, di appropriarsi dell’intera paternità della riforma, facendone uno strumento di propaganda. E questo è profondamente sbagliato, sia per un sereno proseguimento del confronto, sia per lo stile di una riforma costituzionale che ha e deve avere – e l’esito del referendum sulla giustizia lo ha ribadito – ampi caratteri condivisi per essere riconosciuta da tutti gli italiani”, ha detto.

E poi ricorda che “il testo di questo ddl prevede la parallela e contestuale approvazione, prima della quarta lettura, di una legge ordinaria che definisca poteri e risorse attraverso le quali quelle nuove funzioni possano davvero essere esercitate e non risultare una mera e semmai controproducente cornice. Questo lavoro di redazione della legge ordinaria parallela è in uno stato avanzato. Pur tuttavia, la legge non è ancora all’attenzione del Parlamento”, e questo, “ci induce oggi ad un voto di astensione costruttiva, che potrà trasformarsi (vedremo) in un voto favorevole quando i due procedimenti si appaieranno come rondini in volo”.

Le parole di Roberto Gualtieri

“L’approvazione da parte della Camera dei Deputati in prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale su Roma Capitale è un fatto positivo che consente l’avvio dell’iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo, necessario per dotare la Capitale di un ordinamento, di poteri e di risorse adeguati al suo ruolo. Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio e da questo punto di vista il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non è stato di aiuto. Ora è importante che il processo di riforma prosegua, che si definiscano al più presto in modo condiviso i contenuti della legge ordinaria e le risorse necessarie ad attuare il nuovo quadro normativo, e che tutti si impegnino per arrivare a un completamento della riforma entro la fine della legislatura sulla base di un’ampia maggioranza parlamentare”. Così il sindaco Roberto Gualtieri.