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Roma, bando di 4milioni a sostegno delle imprese e per lo sviluppo digitale

Roma, bando di 4milioni a sostegno delle imprese e per lo sviluppo digitale

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A Roma, tra le priorità dell’”Agenda Digitale e Innovazione Urbana” si inserisce un ulteriore intervento, con l’obiettivo di ridurre ancora il divario digitale e rafforzare l’ecosistema economico, accompagnando cittadini, imprese, startup, nel percorso di una doppia transizione: digitale ma anche ecologica.

Si tratta di un bando di oltre 4 milioni di euro, lanciato da Roma Capitale per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo dell’universo digitale.

Finanziato nell’ambito del Programma Nazionale PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027, il bando si suddivide in due unità: la prima dedicata allo sviluppo della rete delle Case dell’Innovazione e al supporto diretto alle imprese del territorio; la seconda orientata alla promozione dell’uso del digitale, all’aumento delle competenze, allo sviluppo di nuovi servizi e al contrasto del divario digitale.

La trasformazione digitale delle imprese oggi – dichiara Edoardo Maria Lofoco, presidente Unimpresa Lazio - è una grande opportunità, soprattutto per le micro e piccole realtà. Ma funziona davvero solo se viene accompagnata nel modo giusto. In questa direzione va il nuovo bando strategico di Roma Capitale, che mette in campo oltre 4milioni di euro per sostenere la competitività delle imprese e lo sviluppo del digitale, rafforzando competenze, servizi e infrastrutture per l’innovazione sul territorio. Parliamo di interventi concreti che possono migliorare anche la vita quotidiana dei cittadini: pagamenti più semplici, più trasparenti; assistenza più rapida e maggiore accessibilità”.

Con questo nuovo intervento pertanto, Roma apre le porte dell’innovazione anche a contesti urbani particolarmente complessi come Corviale, per rendere l’innovazione un ulteriore fattore di inclusione e sviluppo diffuso.
Secondo l’ISTAT, nel 2021 poco meno della metà delle persone di 16-74 anni residente in Italia, aveva competenze digitali almeno di base (il 45,7 per cento). Il divario tra i diversi Paesi europei risultava piuttosto elevato e l’Italia occupava le ultime posizioni della graduatoria europea.
In previsione, quali potrebbero essere i miglioramenti concreti da parte dei consumatori? Sussiste ugualmente il rischio di lasciare indietro alcune fasce di cittadini come gli anziani?

Esiste il rischio – continua Lofoco - che la trasformazione digitale, lasci indietro qualcuno, come anziani, cittadini meno digitalizzati o piccole imprese senza strumenti adeguati. Ed è proprio qui che entra il ruolo delle associazioni di rappresentanza: dalla consulenza alla formazione, fino all’adozione concreta delle tecnologie. Perché l’innovazione deve essere un fattore di inclusione e sviluppo, non di esclusione”.