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Roma, affitti brevi: boom post Giubileo e nuove regole

Roma, affitti brevi: boom post Giubileo e nuove regole

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Non si ferma la corsa degli affitti brevi a Roma. Chi ipotizzava un rallentamento con la fine del Giubileo si è ricreduto: nelle ultime settimane sono comparsi oltre 500 nuovi appartamenti destinati a soggiorni turistici, spingendo il totale a 35.000 annunci attivi. Parallelamente, le inserzioni online hanno toccato un record recente di oltre 34.300 annunci, segnale di un mercato in piena espansione che continua ad attrarre operatori e investitori.

I dati allarmanti di Roma

A cambiare è soprattutto la natura del business: non più gestione familiare o entrata integrativa, ma un asset dominato da grandi agenzie e società immobiliari. Secondo i dati citati, queste strutture controllano ormai il 72% degli appartamenti nel centro storico, rafforzando un modello industriale con economie di scala, standardizzazione dei servizi e strategie di prezzo sempre più aggressive.

Emblema visivo del fenomeno sono le key box, cassette di sicurezza fissate a pali e ringhiere che custodiscono le chiavi degli alloggi. Per contenere l’impatto sul decoro urbano, il Campidoglio ha annunciato l’intenzione di introdurre limiti stringenti, incluso il divieto di queste soluzioni su monumenti e beni pubblici, con l’obiettivo di ridurre il degrado visivo e preservare l’identità dei luoghi più sensibili.

Intanto, la mappa degli affitti si allarga a macchia d’olio: dai quartieri storici e residenziali come San Giovanni e Garbatella fino a lambire le zone più signorili, Parioli e Flaminio. L’inerzia del trend è evidente: la Capitale continua a trasformarsi in un immenso albergo diffuso, mentre si delineano regole e contromisure per bilanciare attrattività turistica, vivibilità e tutela del patrimonio.