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Rione Borgo, bufera sul parcheggio di Piazza Capponi: il focus a Roma di Sera

Rione Borgo, bufera sul parcheggio di Piazza Capponi: il focus a Roma di Sera

PIAZZA CAPPONI - TORRE

Nel Rione Borgo infuria la polemica su Piazza Capponi: un progetto di parcheggio interrato su due livelli da 140 posti, tutti pertinenziali, concesso per 90 anni a una società dal capitale di soli 15 mila euro e senza gara pubblica. Il Comitato di base Rione Borgo, con Rosita Torre, denuncia una «operazione irrinunciabile» infilata tra le opere giubilari, con un cambio in corsa da formula mista a "tutto pertinenziale" e possibili deroghe procedurali che lasciano dubbi su trasparenza e interesse pubblico.

Le preoccupazioni principali sono tecniche e di sicurezza: terreno di riporto sabbioso, paratie e cavi fino a 18 m di profondità, rampa di accesso a 1,80 m dal portone di un edificio del 1924, vicinanza a asilo e scuola. Durante il tavolo tecnico atteso da due mesi e sollecitato anche dal Sottosegretario Mantovano, i referenti capitolini avrebbero chiarito che «il progetto esecutivo non c'è e non ci potrà essere» perché l’iter è ancora in divenire, mentre procedono indagini archeologiche richieste dalla Soprintendenza.

Gli abitanti segnalano vibrazioni e temono cedimenti: si è parlato di monitoraggio ventennale dei palazzi, prospettiva giudicata inaccettabile. Il comitato annuncia esposti verso Procura e Corte dei Conti, chiedendo di pubblicare subito atti, indagini diagnostiche e un piano di mitigazione dei rischi strutturali. Caso-simbolo della gestione delle opere giubilari, Piazza Capponi ripropone il nodo: quando un parcheggio privato in pieno centro storico vale più della sicurezza dei residenti e della tutela delle mura leonine?