Rifiuti, Commissione parlamentare apre inchiesta sul termovalorizzatore di Santa Palomba
Ospite in collegamento: Roberto Scacchi, presidente di Legambiente LazioSe non avesse già attirato abbastanza attenzione, il termovalorizzatore di Santa Palomba finisce ora sotto i riflettori della Commissione parlamentare Ecomafie, che ha aperto un'inchiesta sui termovalorizzatori. Il focus specifico sarà proprio sull'inceneritore di Roma che sarà realizzato a Santa Palomba.
La notizia è emersa dopo l'annuncio del parlamentare Jacopo Morrone, presidente della Commissione d'inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, alla conferenza stampa di presentazione della relazione finale dell'inchiesta sui "Rifiuti di Roma Capitale e Malagrotta".
Cosa non quadra sul termovalorizzatore?
Tra le criticità evidenziate figurano l’acquisizione del terreno da parte di Ama e la mancanza di trasparenza nella documentazione fornita, punti che erano già stati messi in discussione da diverse associazioni e comitati contrari e che sono emersi con ancora più evidenza attraverso la trasmissione televisiva “Report”.
E dunque ora è proprio la Commissione Ecomafie a voler far luce sulle dinamiche, anche se il presidente Jacopo Morrone ha spiegato che l’inchiesta non si limita solo all’impianto romano, ma analizza il tema dei termovalorizzatori a livello nazionale.
L'impatto ambientale tra le maggiori preoccupazioni
La scelta di Santa Palomba ha scatenato una serie di controversie legate soprattutto all’impatto ambientale e ai costi sostenuti. E mentre è in corso un'indagine della Corte dei Conti per verificare l’aumento dei prezzi per l’acquisto del terreno, il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del progetto, sottolineando come esso rispetti i principi di autosufficienza e prossimità nello smaltimento dei rifiuti.
Tuttavia, restano aperte le preoccupazioni legate alla sostenibilità ambientale e alla salute pubblica, specialmente in un contesto di emergenza rifiuti che grava su Roma da anni.