Viviamo in un momento storico in cui la bellezza – nel senso ampio del termine - è legata ad un perenne confronto con l’altro. La vera bellezza, però, non è come ci vedono gli altri, ma come noi ci sentiamo e ci vediamo.
Un concetto, questo, che rappresenta una vera e proprio rivoluzione, silenziosa sì, ma profonda. Bisogna conoscerne le varie sfaccettature, quindi la bellezza consapevole, il benessere scientifico, la cura della persona come atto culturale. E ROMA INTERNATIONAL ESTETICA 2026, evento dal 7 al 9 febbraio a Fiera Roma, ha evidenziato l’ampiezza professionale e culturale del concetto di estetica.
RIE 2026, molto più di una Fiera
A Fiera Roma si è conclusa la 18esima edizione della kermesse dedicata al benessere. Qui il concetto di bellezza ha superato i generi, gli stereotipi, i confini per abbracciare la cura di sé e l'identità personale.
Cosa c’è di più bello del guardarsi allo specchio e apprezzare ciò che si vede nella propria unicità? È questo il segreto. L’evento, che per tre giorni ha trasformato la Capitale nel centro europeo dell'estetica professionale, si è districato tra workshop e novità tecnologiche, ma il messaggio principale è stato chiaro: il vero segreto risiede nel valorizzare la propria unicità senza stereotipi.
“Il bilancio di questa edizione è sempre positivo perché quando si parla di bellezza tutto è positivo. Se la nostra società avesse impostato i suoi canoni sulla bellezza, anziché sulla bontà, tutto sarebbe stato tutto diverso. Ecco perché Fiera Roma fa bene: la città più bella del mondo che parla di bellezza… ” ha detto ai microfoni di Radio Roma Umberto Borellini, Cosmetologo e Psicologo.
Ma che cos’è la bellezza? Ci sono delle bellezze imperfette che emanano una luce unica e che sono così potenti da diventare anche iconiche. “In termini fisici è una luce che traspare. Ci sono delle bellezze imperfette che sono terribili dalla potenza che hanno perché emanano quel qualcosa di unico. Poi ci sono le bellezze di alcuni chirurghi plastici che tirano, pompano, stirano che sono delle macchiette” conclude Borellini.
La bellezza al servizio delle ultime tendenze
Comprendere il valore del rispetto verso il proprio corpo e della cura della persona è la parte fondamentale per diventare consapevoli e coscienti della propria bellezza. E perché no, uno sguardo alle ultime tendenze è sempre utile.
“È finalmente ritornata l'epoca del colore – tira un sospiro di sollievo Pablo Gil Cagnè, Make up artist, Direttore Artistico RIE 2026 -. Dopo tanto tempo di clean girl, quindi di ragazze acqua e sapone, finalmente è tornato alla ribalta il colore. L'unica cosa a cui bisogna fare attenzione è che va bene il colore, ma non l’effetto clown. C'è la regola dell'armocromia che dice che il 33,3% deve essere distribuito sui tre elementi del viso: sugli occhi, sugli zigomi e sulle labbra”.
Una passione che diventa un lavoro
E come tutte le cose, da una passione può nascere un lavoro. “Io ho iniziato che avevo 13 anni – racconta ai nostri microfoni l’acconciatore Luigi Alesi -. Uscivo dalla scuola media, andavo in un salone a cercare di rubare e ad apprendere da piccolino i segreti di questa professione”. E assieme noi ha riflettuto su un aspetto importante, che ancora oggi combatte contro stereotipi: “l'uomo oggi tiene tantissimo alla bellezza. Il business più grande lo fa l'uomo, per assurdo, rispetto alla donna. Molto spesso va a rubare le cose dalla compagna o dalla moglie, di nascosto, per curare la propria pelle e i propri capelli”.
Ad avvalorare il concetto, ai microfoni di Radio Roma, anche il barbiere Gianmarco Steri: “In questo periodo storico, l'uomo ha una cura della parte estetica, della barba e dei capelli che è più sviluppata rispetto agli anni passati. Noi, che siamo dei professionisti, dobbiamo raggiungere un livello sempre più alto per offrire un servizio maggiore”.
La verità è che il benessere e la bellezza non conosce genere o confini. “La bellezza è la cosa principale, ma non solo nel mondo della televisione o del cinema. L'importanza della bellezza oggi risiede nel svegliarsi la mattina e sentirsi belli e sentirsi a proprio agio” conclude Alesi.
E parlando ancora di passione, anche per Steri la passione per i capelli lo ha, poi, spinto a trasformarla in un mestiere. “Ho mia madre che fa la parrucchiera. Ho avuto un periodo dove ho smesso di giocare a pallone e, quindi, e non sapevo che cosa fare. A me personalmente è sempre piaciuto pettinarmi i capelli da solo e allora mi sono chiesto: perché non farla diventare una vera e propria passione? Nel giro di un anno ho imparato a tagliare i capelli. Ovviamente non ero già bravissimo, ma piano piano sono riuscito a migliorarmi e ne ho fatta una professione. Voglio migliorarmi sempre di più perché penso che sia inutile stare fermi a tagliare i capelli tutti i giorni, bisogna sempre pensare ad una formazione personale e nei confronti della gente, condividere la passione, soprattutto se è una cosa positiva” conclude Steri.