Caldo estremo e rider in strada nelle ore di punta: il settore annuncia lo sciopero per il 31 luglio
Ospite in collegamento: Damiano Carbonari, Nidil CgilVenerdì 31 luglio i servizi di consegna a domicilio nella Capitale subiranno uno stop: la Cgil di Roma e Lazio e il Nidil Cgil hanno proclamato uno sciopero generale del settore food delivery e dei servizi di recapito, con un presidio fissato alle 9:30 in Piazza Re di Roma. La mobilitazione arriva dopo oltre cinquanta giorni di caldo estremo che hanno trasformato Roma letteralmente in una fornace a cielo aperto: un contesto estremo dove a pagare il prezzo più alto sono i lavoratori, in particolare i rider.
Le ragioni della protesta
La protesta si concentra sull’inosservanza delle misure di sicurezza da parte delle principali piattaforme del settore. In un contesto segnato dalle denunce sulle criticità che toccano diversi ambiti, dai parchi archeologici alle consegne a domicilio.
I sindacati accusano le multinazionali di ignorare le prescrizioni della Regione Lazio: “Nonostante l'ordinanza della Regione Lazio vieti espressamente le attività ad alto rischio termico nelle ore più calde della giornata, le piattaforme digitali continuano a ignorare le disposizioni regionali, senza prevedere alcuna misura di prevenzione, supporto idrico, punti di ristoro o forme di indennizzo per i lavoratori”.
Sicurezza, algoritmi e tutele
I rappresentanti dei lavoratori denunciano un sistema che espone i rider a scelte impossibili e a dinamiche penalizzanti. Secondo le sigle, i ciclofattorini sono costretti a “una scelta inaccettabile tra la tutela della propria salute e il salario necessario per sopravvivere”. Inoltre, “chi decide di fermarsi per proteggersi dal calore rischia di essere penalizzato dagli algoritmi che regolano l'assegnazione dei turni e delle consegne”.
Le richieste alla Regione Lazio
Per contrastare gli effetti dell’emergenza caldo, Cgil e Nidil hanno proposto alla Regione strumenti specifici di sostegno al reddito per le categorie escluse dagli ammortizzatori sociali tradizionali. Le organizzazioni chiedono il “pieno riconoscimento del lavoro subordinato, con il diritto alle ferie, alla malattia, a un salario dignitoso e a tutele efficaci contro le emergenze climatiche” e un cambio di passo che passi attraverso “il pieno riconoscimento del lavoro subordinato, garantendo il diritto alle ferie, alla malattia, a un salario dignitoso e a tutele efficaci di fronte agli eventi meteo estremi”.