Le ricerche del giovane nordafricano responsabile dello stupro nel parco di Tor Tre Teste entrano in una fase ancora più complessa. A un mese dalla violenza sulla ragazza di 19 anni, gli inquirenti ritengono sempre più probabile che l’uomo abbia lasciato Roma dopo essersi reso conto della pressione delle indagini, appoggiandosi a conoscenze presenti in altre province. Del resto la banda si era mossa in modo coordinato: uno dei complici è stato rintracciato a Verona grazie ai tabulati telefonici, mentre altri due marocchini erano stati bloccati poche ore dopo l’aggressione di fine ottobre.
Tre componenti del branco sono in carcere ma continuano a non fornire alcuna collaborazione. Gli agenti della Mobile stanno analizzando i telefoni sequestrati nel quartiere Quarticciolo per ricostruire movimenti, contatti, e una rete che si muove tra spaccio e furti. Il dna raccolto sul corpo della vittima, già confrontato con la banca dati nazionale, non ha trovato riscontri: un elemento che conferma la difficoltà di identificare il responsabile, definito dagli investigatori “un fantasma” che però potrebbe essere localizzato grazie ai nuovi accertamenti in corso.