Zoomafie, a Roma e nel Lazio reati aumentati del 20%: LAV lancia l'allarme
Ospite in collegamento: Ciro Troiano, responsabile Osservatorio Zoomafia LavSi va dalle corse clandestine e si arriva al traffico di cuccioli: secondo l'ultimo rapporto zoomafia della LAV, nella nostra regione i reati contro gli animali sono aumentati del 20%. Ma non finisce qui: si parla di animali uccisi, maltrattati, braccati. In barba, dunque, all'inasprimento delle pene o all'inserimento in Costituzione della tutela dell'ambiente e degli animali: nessun rispetto e nessuna pietà. Ma non eravamo diventati più sensibili?
Ma che cosa si intende nello specifico per zoomafie? Come chiarisce Ciro Troiano, autore del report per LAV, si tratta dello “sfruttamento di animali per ragioni economiche, di controllo sociale, di dominio territoriale, da parte di persone, singole o associate, appartenenti a cosche mafiose o a clan camorristici”.
Con questo neologismo si indica anche “la nascita e lo sviluppo di un mondo delinquenziale diverso, ma parallelo e contiguo a quello mafioso, di una nova forma di criminalità che, pur gravitando nell’inverso mafioso e sviluppandosi dallo stesso humus socioculturale, trova come motivo di nascita, aggregazione e crescita l’uso di animali per attività economico criminali”.
Il report: quali sono i reati più diffusi?
Ogni anno l’osservatorio zoomafia di LAV chiede a tutte le procure quali siano stati i procedimenti penali sopravvenuti per reati contro gli animali. In base alle risposte pervenute è il maltrattamento il reato più diffuso, con ben 110 provvedimenti emessi. Altro reato contestato riguarda l’abbandono o la detenzione incompatibile. A Roma, rispetto agli anni precedenti, i procedimenti sono aumentati del 19,85%, passando da 136 a 163, mentre il numero degli indagati è aumentato del 24%, passando da 75 a 93.
"Tra i delitti riscontrati, vanno segnalati le corse clandestine di cavalli e il traffico di cuccioli. Per quanto riguarda il bracconaggio, la costa e le isole pontine rappresentano zone calde, black spot, indicate nel piano nazionale antibracconaggio. - ha spiegato Troiano - Inoltre, le relazioni della DIA segnalano diverse infiltrazioni della criminalità organizzata nella regione anche per aspetti relativi ad attività zoomafiose".
"Ovviamente i dati analizzati sono relativi a tutti i reati a danno di animali e non solo a quelli attribuibili ad organizzazioni criminali. Anzi, proprio le forme di maltrattamento di animali comuni rappresentano la maggioranza dei casi e non devono essere sottovalutate: la violenza a danno di animali è sempre grave, anche quella perpetrata nella quotidianità da parte di singoli” ha concluso Troiano.