Quarticciolo, un anno e mezzo dopo il "decreto Caivano": cosa è cambiato?
Ospiti in collegamento: Mauro Caliste, presidente del Municipio V & Michele Sugarelli, Comitato di Quartiere QuarticcioloSono trascorsi esattamente diciotto mesi dall'introduzione del decreto Caivano bis al Quarticciolo e possiamo parlare più di delusione che altro. Delusione dei residenti che, oggi, tornano a ricordare "promesse e annunci" che non sono stati mantenuti. Il pacchetto complessivo degli interventi è vicino agli 80 milioni di euro, ma le modifiche attese non sono (ancora) visibili nel tessuto urbano: "Qui aspettiamo ancora i cambiamenti" dicono i cittadini.
Il piano per la borgata dell’est romano puntava su scuole rinnovate, potenziamento dei servizi sociali e recupero del patrimonio ERP. Nelle strade del Quarticciolo si vedono le prime basi per il nuovo asilo nido di via Locorotondo e qualche ponteggio su istituti scolastici, ma il resto è fermo. Nei caseggiati popolari persistono infiltrazioni e intonaci degradati, mentre resta aperta la ferita delle barriere architettoniche.
In molti stabili l’ascensore non c’è e anziani, persone con disabilità e malati restano letteralmente sequestrati in casa per giorni interi. Un caso particolarmente emblematico è quello di via Ugento, dove famiglie sgomberate anni fa attendono la conclusione delle ristrutturazioni promesse. Gli edifici restano incompleti e i nuclei coinvolti non hanno ancora una prospettiva definita.
I comitati: "Ci aspettiamo risposte dalle istituzioni"
"Ci sono stati proclami e annunci, ma ancora vediamo tutto fermo - sottolinea Michele Sugarelli -. Palazzine Ater che ancora attendono interventi e persone che vivono con l'acqua che casca in testa quando piove. Questi temi sono legati anche alla sicurezza: ci sono appartamenti abbandonati in cui la notte non sappiamo che succede, ci si rifugia chiunque. Lo scorso anno in una delle palazzine Ater è scoppiato un incendio, quanto ancora dobbiamo aspettare?".
I tempi lunghi della burocrazia
Il tema si scontra inevitabilmente con le lungaggini della burocrazia: "Ci vuole tempo per processi come questi - dice il presidente Mauro Caliste - la nostra amministrazione sta cercando di fare il possibile ma nella maggior parte dei casi dobbiamo aspettare e rispettare le normative. Ad esempio, quando c'è una gara d'appalto e viene presentato un ricorso si ricomincia da capo e si allungano i tempi. I cittadini hanno ragione, bisogna dare delle risposte concrete, ma ci sono anche regole da rispettare".

