Qualità dell'aria, a Roma e nel Lazio i dati tornano a migliorare: quali fattori hanno contribuito?
Ospite in collegamento: Roberto Scacchi, presidente di "Legambiente Lazio e Roma"Buone notizie per la Capitale e per la Regione Lazio: l'ultimo report di Arpa ha infatti confermato un miglioramento generale sul fronte della qualità dell'aria. I romani respirano meglio.
I nuovi dati arrivano dal report “Dati e trend sulla qualità dell’aria nel Lazio 2021/2025“: nell’anno del Giubileo l’aria respirata in città è stata la migliore degli ultimi anni; le centraline Arpa hanno fatto registrare livelli di PM10 sotto i massimi consentiti dalla legge e anche i giorni di sforamento del biossido di azoto sono rimasti al di sotto di quanto previsto dalla normativa.
Insomma, nonostante la città abbia registrato un record di presenze, la qualità dell'aria non ne ha risentito. Ma quali sono stati i fattori che hanno contribuito a questo miglioramento generale? E soprattutto, possiamo stare davvero tranquilli?
Gli inquinanti atmosferici rimangono un problema
Il fatto che le centraline abbiano registrato valori "positivi" e non ci siano stati sforamenti non ci mette, però, al riparo dai rischi. È proprio ISDE, del resto, ad avvertire che il problema persiste: "sebbene la Capitale presenti valori medi migliori rispetto ad altre, i dati raccolti indicano che l’esposizione agli inquinanti atmosferici resta un problema rilevante per la salute pubblica anche a Roma”.
Non dobbiamo dimenticarci, infatti, che i limiti attualmente in vigore sono meno stringenti rispetto a quelli che entreranno in vigore a partire dal 2030: “Alla luce dei nuovi standard, allineati alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità - spiega ancora Isde – nessuna grande città italiana, Roma compresa, può considerarsi pienamente protetta dall’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici”.


