Nonostante il forte caldo, venerdì 31 luglio, centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione promossa dall’Unione dei Comitati contro l’Inceneritore di Santa Palomba. Il corteo è partito alle 18:30 dalla nuova rotonda di via della Cancelliera e, percorrendo l’asfalto rovente, ha raggiunto via Ardeatina fino all’ingresso del cantiere. Dopo gli ultimi ritrovamenti archeologici al centro del cantiere, tra i quali un acquedotto romano, i comitati chiedono lo stop ai lavori e che al posto del termovalorizzatore sorga il Parco Archeologico Ettore Ronconi, nonostante l’ultimo pronunciamento del Tar Lazio. Presenti, tra gli altri, rappresentanti istituzionali locali, mentre i sindaci dei Castelli Romani non hanno preso parte al corteo.
D’Annibale: grande partecipazione, è una battaglia che vinceremo
Tonino D’Annibale, portavoce del Comitato per le future generazioni ha commentato: «Oggi è una bellissima manifestazione, è praticamente agosto e quindi portare un migliaio di persone in piazza sulla strada a urlare il proprio dissenso a un progetto sciagurato è importante, è bellissimo; stiamo di fronte a un crescendo da questo punto di vista, la mobilitazione è continua, è costante. La bellezza di questa giornata è la grande partecipazione di uomini e donne che non si arrendono alla prepotenza e hanno la certezza che questa battaglia la si vince, la si vince insieme, contro ogni arroganza istituzionale».

Le denunce sul cantiere dell'inceneritore
Alessandro Lepidini, portavoce del Comitato No Inceneritore a Santa Palomba, riferisce di controlli quotidiani nell’area di cantiere e di segnalazioni alle forze dell’ordine: «Abbiamo fatto giorni e giorni di presidio, abbiamo documentato tutto quello di irregolare che veniva fatto, abbiamo chiamato le forze dell'ordine, le quali si sono spesso limitate a dire è “autorizzato". Abbiamo fatto atti, esposti, denunce, istanze».
Il 12 giugno e i reperti emersi
Lepidini ricostruisce una tappa chiave della mobilitazione: «Il 12 giugno noi eravamo di fronte al fosso quando hanno fatto l'interruzione della continuità idraulica, abbiamo fatto un esposto alla forestale il giorno stesso. Sempre il 12 giugno c’è stato il ritrovamento della strada, siamo corsi qui per documentare, abbiamo documentato il basolato antico con tutte le distruzioni che hanno fatto».
Oltre al basolato e a un fontanile, sono state individuate strutture riconducibili a un acquedotto romano, una cisterna e murature in un’area centrale del cantiere. Lepidini parla di oltre 2.500 metri quadrati di area interessata e di un ulteriore ritrovamento di circa 500 metri quadrati, ritenuto con ogni probabilità collegato all’acquedotto.
Secondo il Comitato, parte delle segnalazioni riguarda presunte criticità documentate sul campo e trasmesse con atti formali. L’iniziativa si colloca nel perimetro delle norme locali e del PAUR, con richieste di verifica puntuale delle condizioni di cantiere.
