È diventato un caso politico e sociale il progetto della nuova ciclabile di via Guido Reni, al Flaminio. Dopo settimane di polemiche, il Campidoglio ha deciso di rivedere il piano: i posti auto eliminati non saranno più 276, ma una ventina al massimo. Un taglio drastico alle previsioni iniziali che tuttavia non ha fermato la protesta dei residenti, preoccupati per la vivibilità del quartiere.
La tensione è salita ieri mattina, quando un gruppo di cittadini ha tentato di fermare l’avvio dei lavori, costringendo la polizia a intervenire per evitare incidenti. L’assessore ai Trasporti Eugenio Patanè ha parlato di un manipolo di facinorosi, tra cui anche esponenti politici, accusandoli di voler sabotare un’opera pubblica. Dura la replica degli abitanti: non sono contrari alle bici, ma contestano il metodo e la mancanza di ascolto. “Ci sentiamo prigionieri”, dicono, lamentando la perdita di parcheggi, il peso del traffico e il calo degli affari al mercato rionale. Una battaglia che promette di continuare.