Nell’udienza in programma oggi, per il processo d’appello bis sulla morte di Serena Mollicone che coinvolge Franco, Marco e Annamaria Mottola, sono stati citati dalla Procura generale testi come il maresciallo Gaetano Evangelista, ex comandante dei carabinieri di Arce che nel 2004 subentrò al maresciallo Franco Mottola. Proprio Evangelista, nel 2006, dopo l’assoluzione del carrozziere Carmine Belli, fu il primo ad iniziare ad indagare attorno alla caserma di Arce, per ricostruire le ultime ore di vita di Serena Mollicone. “Le voci sul probabile coinvolgimento nella vicenda di Marco Mottola incominciavano ad essere sempre più insistenti”, scrissero i carabinieri nell'informativa finale in quello che è l’appello bis. E il maresciallo Evangelista, sottolinearono gli investigatori, “iniziò una serie di accertamenti investigativi raccogliendo informazioni, testimonianze ed altra documentazione sul caso Mollicone”. Evangelista – uomo chiave dell’accusa in primo grado, in appello e ora nell’appello bis – sarà chiamato a ricostruire i dettagli e i particolari raccolti sulla morte di Serena che, per l’accusa, sarebbe avvenuta proprio nella caserma di Arce, dove, a seguito di un presunto litigio con Marco Mottola, sarebbe stata spinta contro una porta e poi soffocata. Oggi in aula anche il maresciallo Marco Sperati e l’ex colonnello Pietro Caprio, due militari che nel 2008 furono presenti all’interrogatorio dell’ex brigadiere Santino Tuzi, morto suicida, quando fece la rivelazione choc sull’ingresso della 18enne, la mattina del primo giugno 2001, nella caserma.