La primavera è senza dubbio una delle stagioni più attese: dopo lunghi mesi invernali, il sole torna ad essere protagonista, assieme al clima giusto per passeggiate e gite fuori porta. Per molti però, equivale anche al ritorno di un vero e proprio incubo: quello delle allergie.
Stando ai dati dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, tra il 2019 e il 2025, sono stati proprio i più piccoli a pagarne le conseguenze. A Roma in particolare, le stime dei bambini con allergie al polline, oscillano tra i 70.100 e i 145mila.
Un fenomeno che negli ultimi anni aumenta in modo significativo, a causa di diversi i fattori, soprattutto ambientali.
“Di cambiamento climatico - dichiara il prof. Alessandro Fiocchi, resp. allergologia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – si parla per tanti aspetti legati all’evoluzione della civiltà. Uno che riguarda particolarmente i nostri bambini allergici ai pollini, è il cambiamento della durata e dell’intensità delle stagioni. Per effetto del riscaldamento globale, pollini che prima avevano una limitata durata di pollinazione, allungano le loro stagioni, le anticipano, le posticipano. Alcuni di questi addirittura le raddoppiano. Pollini che eravamo abituati vedere pollinare in primavera, ri-pollinano in autunno, determinando disturbi a persone, nel momento in cui non se le aspettano. Troviamo al centro, specialmente attorno a Roma, bambini allergici all’Ambrosia, che era una pianta che fino a pochi anni fa, si trovava praticamente solo in alcune zone della Pianura Padana”.
La modifica delle tempistiche di pollinazione inoltre, rende complicata persino la diagnosi, principalmente nei bambini, spesso sensibili a più pollini contemporaneamente.
“Venendosi a sovrapporre le stagioni – aggiunge Fiocchi – le nostre armi diagnostiche resterebbero spuntate, se non ci venissero in soccorso i nuovi mezzi diagnostici. Poiché abbiamo scoperto che alcuni tipi di particolari proteine, associati con questo o quel polline sono i marker della vera allergia, della responsività clinica, fare questo esame, che è un esame multi-allergenico, ci aiuta a distinguere quali sono i bambini che devono essere desensibilizzati, per quale polline. E così potremo affinare la precisione della nostra terapia, sulla base della precisione della nostra diagnosi”.