Tra incuria e vegetazione incolta riaffiorano a fatica le tracce di una storia millenaria. In via di Pozzo Pantaleo, traversa della Portuense, sotto il piano stradale si intravedono i resti di antiche strutture di epoca imperiale, oggi offuscate da un diffuso abbandono. L’area, potenzialmente strategica per la memoria del territorio, mostra criticità evidenti che ne compromettono la fruizione e la tutela, allontanando residenti e visitatori e lasciando spazio a usi impropri.
L'incuria di Pozzo Pantaleo
Le recinzioni ormai danneggiate non garantiscono alcuna protezione e il sito, nel tempo, si è trasformato in una microdiscarica abusiva a cielo aperto. I residenti denunciano l’assenza di controlli e manutenzione costante, mentre il quadrante del municipio undicesimo vede proliferare nuovi focolai di degrado. A farne le spese è non solo il decoro, ma anche la percezione di sicurezza e il rispetto per un’eredità che meriterebbe un piano di valorizzazione chiaro e condiviso.
A farsi portavoce della rabbia dei cittadini e a sollecitare un intervento immediato è Marco Palma, storico esponente politico del territorio. Le richieste sono concrete: messa in sicurezza dell’area, rimozione dei rifiuti, manutenzione del verde, segnaletica informativa e monitoraggio continuo. Solo un coordinamento tra istituzioni, tecnici e comunità potrà restituire dignità al sito e avviare un percorso di tutela e valorizzazione sostenibile del patrimonio, trasformando un problema annoso in un’opportunità per il quartiere.