Taglio del nastro e fine di un'era in via del Porto Fluviale 12. L'ex caserma dell'Aeronautica Militare, occupata nel 2003 e diventata negli anni una delle esperienze di lotta per la casa e autogestione più note della capitale, è stata ufficialmente riconvertita in un complesso di edilizia residenziale pubblica.
Alla cerimonia di inaugurazione di questo pomeriggio hanno partecipato il Sindaco Roberto Gualtieri, l'Assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative Tobia Zevi e i rappresentanti del Municipio VIII. Un intervento da oltre 15 milioni di euro, finanziato tramite i fondi del PNRR all'interno del piano "Piani Urbani Integrati", che restituisce alla città 54 appartamenti pubblici a canone calmierato, spazi sociali al piano terra e servizi aperti al quartiere.
Tra arte urbana del Porto Fluviale e rigenerazione sociale
L'immobile è famoso in tutto il mondo per l'imponente opera di street art realizzata sulla facciata dallo street artist Blu nel 2014, che raffigura volti alieni e fumettistici incastonati nelle finestre dell'edificio. Il restauro dell'immobile ha consentito di preservare integralmente il murale, trasformando l'ex caserma in un modello di co-progettazione pubblica e recupero del patrimonio vincolato.
Oltre agli alloggi destinati alle famiglie in graduatoria ed ex occupanti aventi diritto secondo i criteri previsti dalla delibera regionale, la struttura ospiterà:
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Piazza coperta: Uno spazio pubblico aperto alla cittadinanza per eventi culturali e assemblee.
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Sportello di quartiere e ciclofficina: Servizi autogestiti per la sostenibilità e l'inclusione locale.
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Mercato a filiera corta: Locali dedicati ai produttori del territorio.
Gualtieri: "Un modello per la città"
"Oggi dimostriamo che l'emergenza abitativa si combatte con la rigenerazione urbana, l'ascolto e la legalità, senza cancellare le ricchezze culturali nate nei territori", ha commentato il Sindaco Roberto Gualtieri durante il taglio del nastro. "Porto Fluviale passa dall'essere un simbolo di emergenza a un modello europeo di co-housing e inclusione sociale".
Sulla stessa linea l'assessore Zevi, che ha sottolineato come la consegna delle chiavi rappresenti "un punto di svolta nelle politiche abitative romane, unendo il diritto alla casa alla qualità dell'architettura e della vita di quartiere". Un passo decisivo per il quadrante Ostiense-Garbatella, che chiude una ferita urbanistica durata oltre vent'anni.