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Poesia performativa e oltre - con Alessia Lombardi e Marco Alonzi (VIDEO)

Poesia performativa e oltre - con Alessia Lombardi e Marco Alonzi (VIDEO)

Poesia Performativa

La musica a volte, così come la poesia performativa, ha una grande capacità di riflettere la realtà, raccontando pezzi di sfide quotidiane, esperienze passate, presenti o desideri futuri. A volte, pertanto, può diventare uno specchio in cui chi ascolta può immergersi ed identificarsi, rendendo tangibile ciò che per alcuni è molto difficile esprimere a parole.

Altre volte però, la musica veste i panni dell’esatto opposto. Può offrire una via di fuga, creando un mezzo con il quale scappare, allontanarsi dalla routine e dalle difficoltà, portando via l’uomo verso mondi dove quelle stesse difficoltà non esistono, ma ci sono soltanto desideri, sogni e sorrisi.

Gli Ocean Länd, il duo che da sempre crea un mix tra il rock e la poesia performativa, torna a parlare di tutto ciò che noi non percepiamo ma incredibilmente viviamo, grazie alla musica, cercando di riflettere su quando questa è specchio della realtà e su quando è evasione da essa.

Marco, chitarra e violoncello nel duo, dice che secondo lui “E’ sia specchio della realtà, sia evasione da essa. Sia entrambe le cose, sia una volta solo una e una volta solo l’altra. Non ha etichette. Può essere tutto e può essere niente”. Alessia invece, voce degli Ocean Länd, premettendo la complessità del discorso dice di non parteggiare per la musica come rappresentazione fedele della realtà e specifica: “Secondo me la musica, è proprio un’arte così trasversale, così universale, così capace di andare oltre le sovrastrutture, che non può riprodurre la realtà fedelmente […] perchè tutto quello che abbiamo intorno è una nostra creazione, una nostra sovrastruttura: quindi se la musica va oltre è sempre evasione”.

Anche semplicemente rivedere in una melodia, le proprie emozioni, potrebbe riportare sul discorso dell’identificazione e dello specchio della realtà. Ma è anche vero che magari, ascoltare quella melodia potrebbe portarci oltre, e questo si rivelerebbe proprio uno dei casi in cui, come dice Marco, può essere entrambe le cose: specchio ed evasione.

Sonnet” è il titolo di un’altra delle opere performative degli Ocean Länd. “Questo brano - continua Alessia - nasce molti anni fa e faceva parte di un progetto a se stante che era del 2019. […] È un brano che ci rappresenta perchè tira fuori quell’evasione di cui abbiamo bisogno. Questo testo è evasione pura, non ha niente a che vedere con la realtà ed è un insieme di immagini oniriche. Una sorta di sogno, di visione che noi spesso nelle nostre performance mettiamo in atto. Tutto quello che facciamo sembra una riproduzione reale ma è tutto un sogno che costruiamo intorno a noi e a chi ci guarda”. “Ma, anche se il testo è Onirico - specifica invece Marco - noi lo stiamo vivendo lì, in quella medesima zona, in come ci sentiamo in quel momento”.