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Pino Daniele: il blues, tra anima e talento (VIDEO)

Pino Daniele: il blues, tra anima e talento (VIDEO)

Pino Daniele

Il personaggio del giorno: Pino Daniele

Chitarrista di formazione blues, cantautore e compositore tra i più innovativi della storia della musica, Giuseppe Daniele, noto semplicemente come Pino, nacque a Napoli il 19 marzo del 1955.

Primo di sei figli, crebbe in una famiglia in cui le condizioni economiche non gli permisero neppure di acquistare l’annuale foto scolastica. Il padre, era un modesto lavoratore portuale. Ben presto però andò a vivere con due zie acquisite, che gli permisero quanto meno di vivere una vita decorosa.

Pino Daniele: dalla chitarra al cuore

Sì innamorò della musica in tenera età e a soli dodici anni, si esibì per la prima volta ad una festa per bambini. S diplomò in ragioneria e, nel frattempo, continuava a studiare chitarra da autodidatta. Con il suo compagno di classe Gino Giglio, fondò un complesso, il New Jet, che ebbe vita breve, mentre il secondo, Batracomiomachia, era formato da Enzo Avitabile, Enzo Ciervo, Rosario Jermano e Rino Zurzolo: fu proprio all’interno di questo che iniziarono le prime grandi esperienze come compositore.

Un grandissimo successo per l’artista, in quegli anni emergente, fu quando apparve come chitarrista nell’album Suspiro di Jenny Sorrenti, la sorella di Alan. E poi ancora quando accompagnò in tour il grande Bobby Solo. Seguirono immense soddisfazioni per Napoli Centrale per cui divenne bassista. Qui, James Senese, divenne il suo più grande maestro, punto di riferimento, e contribuì ingentemente alla sua crescita musicale.

Nel 1976 arrivò un’ulteriore svolta: Claudio Poggi ebbe l’opportunità di ascoltare una cassetta con alcuni dei brani originali del giovane Pino Daniele e decise di seguirlo discograficamente. In quegli anni venne inciso un quaranta cinque giri, con i brani Che calore e Fortunato. Il suo profondo legame con la tradizione partenopea e mediterranea fu il centro della sua musica, sin dagli esordi.

Icona partenopea, icona internazionale

Gli anni ottanta, furono per il musicista ormai apprezzato in tutto il mondo, un periodo d’oro, ricco di collaborazioni con Carlos Santana e Bob Dylan. Per ragioni di salute, gli anni successivi non furono altrettanto proficui: fu costretto infatti a ridurre il numero dei suoi concerti. La consacrazione commerciale arrivò poi con Non calpestare i fiori nel deserto e Dimmi cosa succede sulla terra: proprio nel 1995 conquistò per sei settimane il primo posto in classifica e la Targa Tenco, per il miglior album dell’anno.

I suoi successi furono numerosi, le sue interpretazioni immense. Il suo timbro, così particolare e le sue doti impossibili da paragonare, lo resero artista da ogni punto di vista e a livello internazionale.

Morì la sera del 4 gennaio del 2015 a Roma, poco più di due mesi prima del suo sessantesimo compleanno. Da tempo soffriva di seri problemi cardiaci: fu colto da un infarto e vani furono i tentativi di rianimazione.

Quello che non sai di Pino Daniele

  • Quando si esibì per la prima volta, nella festa per bambini, incappò in una stecca vocale: fu proprio in quell’esatto momento che comprese davvero cosa significasse stare sul palcoscenico;
  • Gli è stato dedicato un francobollo come eccellenza italiana dello spettacolo;
  • Pino Daniele ha composto, tra le tante altre cose, colonne sonore per diversi film come Ricomincio da tre di Massimo Troisi, Amore a prima vista di Vincenzo Salemme, La mazzetta di Sergio Corbucci e Opopomoz di Enzo D’Alò;
  • L’unica volta che prese parte al Festival di Sanremo, fu nel 2009 quando ha scritto la canzone per Loredana Bertè nel 1991: In questa città.