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Pineto, fiamme domate ma restano criticità. A Roma di Sera l'appello alla Regione

Pineto, fiamme domate ma restano criticità. A Roma di Sera l'appello alla Regione

PARCO DEL FINETO

Il rogo al Parco del Pineto è stato arginato rapidamente grazie all’azione congiunta di NVE – Nucleo Volontario Emergenza, Vigili del Fuoco e Protezione Civile, con l’impiego di più elicotteri. Fondamentali i vasconi/piscine interni all’area verde, che hanno ridotto drasticamente i tempi di approvvigionamento idrico. Il presidente NVE Giacomo Guidi ricorda: "sono tantissimi anni che abbiamo le piscine a disposizione per il parco del pineto" e sottolinea l’azione tempestiva: "abbiamo fatto la richiesta subito degli elicotteri".

La capacità complessiva di circa 150.000 litri ha consentito rotazioni rapide in quota, evitando che le fiamme si avvicinassero alle abitazioni. Ma l’infrastruttura è fragile: "queste piscine purtroppo sono in materiale pvc e quindi ogni due anni vanno sostituite". Da qui la richiesta alla Regione Lazio di finanziare container vasca più durevoli, una condotta dall’idrante di via Papignano 58 e scorte di manichette, così da liberare autobotti per lo spegnimento diretto.

Il tema è anche di prevenzione: taglio selettivo, rimozione di rifiuti lungo la via Francigena e sorveglianza delle aree a rischio, alla luce dei precedenti su Montemario (coincidenze di date fra 4 luglio 2022 e 4 luglio 2026) e dei possibili inneschi dolosi. Servono più telecamere e rapide bonifiche per ridurre la vulnerabilità del bosco.

Investire ora su vasconi strutturali e infrastrutture idriche nel Pineto significa guadagnare minuti decisivi in futuro, salvando ecosistemi, margini urbani e sicurezza pubblica.

I droni sono ormai una risorsa chiave per la Protezione Civile a Roma. Nel Parco del Pineto, NVE utilizza piattaforme con diffusori acustici e fari ad alta potenza, oltre a sensori infrarossi, per localizzare focolai e guidare le squadre. Il pilota Francesco Sportelli spiega: "riusciamo a parlare con le persone che sono sotto", coordinando in tempo reale le operazioni attraverso il radiocomando.

La procedura inizia con la ricerca della colonna di fumo, la geolocalizzazione e la trasmissione alla Sala Operativa di Regione Lazio e Roma Capitale. Di notte entrano in gioco luce stroboscopica e termocamere, che consentono di leggere i punti caldi anche oltre la vegetazione. L’operatività è regolata da NOTAM rilasciati da ENAC ed ENAV, con cui NVE collabora dal 2018, garantendo voli sicuri nello spazio aereo urbano.

Vantaggi concreti: tempi di risposta ridotti, sicurezza superiore per gli operatori a terra, migliori decisioni sul dispiegamento di autobotti ed elicotteri. L’integrazione droni–squadre permette anche messaggi mirati ai cittadini su aree da evacuare o vie da liberare, limitando i rischi.

Prossimi step: adottare droni con maggiore autonomia e portata, reti dedicate per la trasmissione dati in emergenza e protocolli standard per la sorveglianza di insediamenti abusivi e rifiuti che favoriscono gli incendi. La tecnologia è pronta; serve consolidare governance, formazione e manutenzione, così da replicare il modello su tutta la cintura verde di Roma.