La sicurezza torna al centro del confronto pubblico a Roma, tra mobilitazioni di quartiere e richieste di interventi strutturali. Al Pigneto, dopo l’aggressione a due lavoratori della ristorazione, una rete di realtà sociali – inclusa Potere al Popolo – ha chiesto con forza «serve sicurezza». A Cinecittà, una fiaccolata molto partecipata ha espresso il rifiuto delle passerelle: «non vogliamo passerelle».
Nell’intervista a Roma di sera, Giovanna Di Matteo ha fotografato una situazione «sfaccettata», segnata da disagio sociale, gentrificazione e turistificazione. Il tema non si riduce a una sola causa o a un solo “nemico” pubblico: la richiesta è di politiche che vadano oltre la semplice repressione, evitando di affidarsi solo a telecamere e video sorveglianza. Il focus si sposta sulla “sicurezza sociale”: spazi pubblici curati, servizi di prossimità, scuole finanziate e centri antiviolenza stabili sul territorio.
Il confronto con aree come Don Bosco e Cinecittà, dove si invocano più forze dell’ordine, apre una dialettica necessaria: i cittadini chiedono interventi efficaci “qui e ora”, ma senza rinunciare a soluzioni di lungo periodo. La proposta è «ricostruire pezzo per pezzo» un welfare territoriale in grado di prevenire degrado e violenza, con manutenzione di giardini, regole chiare per la movida e sostegno alle fragilità.
Dalla periferia al semicentro, Roma appare come un mosaico di problemi diversi che richiede risposte diverse, misurabili e monitorabili. L’obiettivo comune: quartieri vivibili, dove residenti, lavoratori e visitatori possano condividere spazi sicuri, senza scorciatoie né slogan.