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Pierfrancesco Favino: oltre il copione (VIDEO)

Pierfrancesco Favino: oltre il copione (VIDEO)

Pierfrancesco Favino|Pierfrancesco Favino

Il personaggio del giorno: Pierfrancesco Favino

Nato a Roma il 24 agosto del 1969, Pierfrancesco Favino, è considerato uno dei migliori attori italiani della sua generazione, recitando anche in vari film hollywoodiani.

Cresciuto a Roma da una famiglia di origini Foggiane, non ha mai dimenticato i dubbi adolescenziali. “Quando sarò grande… fantasticando così tanto sul mio futuro, che quando poi il domani è arrivato, non me ne sono quasi reso conto. […] Ero molto più fantasioso. Più sognatore e meno irrequieto. Da ragazzo mi vedevo con una famiglia grande, solida e legata. Era una proiezione consapevole: mio padre mi aveva avuto a quaranta sei anni, il mio progetto era diverso: avrei avuto dei figli molto prima perché volevo avere il tempo di giocarci” - ha raccontato a Vanity Fair (24 agosto 2023).

Teatro, piccolo e grande schermo

Sua madre è sempre stata un grande esempio da seguire per lui, così come tante altre persone che lo hanno formato e poi spinto verso la scelta del mestiere che avrebbe condotto in futuro. Si diplomò preso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. La sua prima apparizione, avvenne nel 1991 in televisione, dopo aver recitato in diverse produzioni teatrali, con la pellicola “Una questione privata” di Beppe Fenoglio. Per vederlo sul grande schermo invece, si aspettò il 1995 con “Pugili” di Lino Capolicchio, al quale seguono fiction di successo.

Il ruolo che lo portò definitivamente alla celebrità, fu quello di Gino Bartali nella mini serie televisiva tratta da “L’ultimo bacio”, film di Gabriele Muccino del 2001. La sua potenza attoriale gli permise sin da subito di sperimentare l’ambiente hollywoodiano con una piccola parte in “Una notte al museo” al fianco di Ben Stiller, al quale segui un biennio d’oro, (2006-2008) tutto americano.

Oltre ad aver conquistato tre David di Donatello, cinque Nastri d’argento, due Globi d’oro, tre Ciak d’oro, una Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia e una Maschera del Teatro Italiano, è soprattutto uno dei fondatori dell’Actor’s Center di Roma e direttore ed insegnante presso la Scuola di Formazione del Mestiere dell’Attore “L’Oltrarno” di Firenze.

Ricordi curiosi

In una intervista a Vanity Fair, l’attore ha dichiarato che durante la sua adolescenza, conobbe da subito il senso del limite. Ci fu un momento in cui sentiva di essere solo e per questo non aveva la forza di valicare la soglia del proibito perchè “Non farlo in compagnia” perdeva di significato. A venticinque anni, sfogava la noia nello sport. “Le mie cazzate le ho fatte più tardi” - ha raccontato.

Al secondo anno di liceo scientifico, portò a casa il debito in quattro discipline, e si ritrovò costretto a studiare durate l’estate. La matematica fu da sempre il suo più grande incubo! Nella stessa intervista, disse di sognare di dover ripetere gli esami di matematica. Al contrario sua figlia è bravissima in materia.

Ad indirizzarlo definitivamente nel percorso della recitazione fu un’insegnante di inglese appassionata di film. La donna gli fece capire in qualche modo che il cinema non era soltanto puro intrattenimento o immagine, ma un linguaggio che consentiva di raccontare ciò che si pensa nella vita. Fu inoltre colei che sosteneva che i sogni vanno perseguiti per non fare i conti con il rimpianto.