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Piazza dei Cinquecento, l’albero bioclimatico non si farà: si investirà su quelli veri? - VIDEO

Piazza dei Cinquecento, l’albero bioclimatico non si farà: si investirà su quelli veri? - VIDEO

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Piazza dei Cinquecento, l’albero bioclimatico non si farà: si investirà su quelli veri?

Ospite in collegamento: Stefano Tozzi, consigliere municipale "FdI" per Roma Capitale

Roma cambia rotta su piazza dei Cinquecento. L’amministrazione capitolina ha deciso di non procedere con l’installazione del tanto discusso albero bioclimatico a Termini. "Il costo è troppo alto", questa la motivazione che arriva dopo giorni di polemiche (e ironie) sulla proposta dell’Università LUMSA di Roma in collaborazione con la Fondazione Italiana di Bioarchitettura. La domanda è dunque una: le risorse saranno ora concentrate su interventi di verde urbano tradizionale e duraturo?

Gli approfondimenti tecnici si sono conclusi nella giornata del 9 luglio e l’esito è netto. A pesare sono soprattutto due elementi, come si legge nella posizione ufficiale: “i costi elevati dell’intervento, non sostenibili per un investimento pubblico di questo tipo”, e la volontà di “orientare le proprie risorse verso interventi di verde urbano concreto e duraturo”.

Il progetto e i costi

L’iniziativa, proposta dall’Università LUMSA di Roma insieme alla Fondazione Italiana di Bioarchitettura, resta per il Campidoglio “un interessante contributo di ricerca e innovazione sul tema dell’adattamento delle città ai cambiamenti climatici e della mitigazione delle isole di calore urbane”. Solo due giorni fa l’assessora all’Ambiente Sabrina Alfonsi era sembrata particolarmente entusiasta definendo il progetto “altamente innovativo” e “particolarmente attuale in considerazione degli eventi climatici sempre più intensi”.

Restavano, però, in corso "approfondimenti di natura tecnica in relazione ai costi dell’opera, stimati in circa 500mila euro”. Ed è proprio la quantificazione economica ad aver portato allo stop.

Le reazioni dell’opposizione

Il progetto aveva suscitato diverse critiche: i primi ad esprimersi sono stati il presidente della commissione Cultura alla Camera, Federico Mollicone, e il consigliere municipale Stefano Tozzi, aveva annunciato un’interrogazione contro “la torre d’acciaio”. Sulla stessa linea il deputato Marco Perissa e il consigliere capitolino Federico Rocca, che avevano bollato l’opera come “l’ennesima installazione artificiale che rischia di deturpare un luogo simbolo”, indicando come preferibile una transizione ecologica da realizzare “piantando e curando alberi veri”.