Un nuovo strappo scuote il Campidoglio: il piano di zona di Grotta Perfetta divide politica e uffici, mentre in gioco c’è la vita di decine di famiglie. Al centro del contenzioso la convenzione urbanistica con Enpaia, nodo che un cortocircuito amministrativo lungo quattro anni non ha ancora sciolto, con il rischio di travolgere Roma Capitale.
Secondo l’Avvocatura capitolina, l’accordo va firmato senza ulteriori rinvii per applicare i vincoli sui prezzi massimi di cessione, rimasti presuntamente inapplicati per vent’anni e causa di canoni fuori mercato. Dall’altra parte, la Direzione Edilizia continua a frenare, alimentando tensioni in Aula e spingendo i consiglieri a chiedere una soluzione immediata per scongiurare sfratti e contenziosi costosi per l’ente.
Grotta Perfetta al centro del dibattito
Sul territorio, la situazione è particolarmente critica in via Primo Carnera 21, dove diversi nuclei riferiscono di mancati rinnovi dei contratti e richieste di canoni ritenuti sproporzionati. La commissione patrimonio del Nono Municipio ha acceso i riflettori sul caso, sollecitando un percorso chiaro: sottoscrivere la convenzione, ricondurre i canoni ai parametri di edilizia convenzionata e garantire tutele immediate agli inquilini più fragili.
L’amministrazione è ora chiamata a scegliere: chiudere rapidamente il dossier, recependo le indicazioni dell’Avvocatura capitolina, oppure protrarre lo stallo con il rischio di nuovi ricorsi e di aggravare l’emergenza abitativa. Un banco di prova non solo tecnico, ma politico, per ricucire la frattura tra indirizzo e gestione e restituire certezza a decine di famiglie che chiedono regole chiare e canoni sostenibili nel piano di zona di Grotta Perfetta.