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Per non dimenticare: la memoria è un diritto, tramandarla è un dovere - con Gianni Focacci (VIDEO)

Per non dimenticare: la memoria è un diritto, tramandarla è un dovere - con Gianni Focacci (VIDEO)

Memoria

Oggi, 27 gennaio, si celebra la Giornata della memoria. Una data significativa, designata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 60/7 del 1 novembre 2005, durante la quarantaduesima riunione plenaria. In concomitanza, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, celebrò anche il sessantesimo anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti e la fine della Shoah.

Ma cosa si ricorda davvero il 27 gennaio?

Gianni Focacci, Consigliere ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) Sez. di Roma ha affermato che: “Noi con il giorno della memoria, che è appunto stato istituito il 27 gennaio, giornata dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e quindi la libertà del campo fatta dai Russi, ricordiamo sostanzialmente il sacrificio del popolo ebraico, la Shoah, preferisco parlare di Shoah piuttosto che di olocausto perchè Shoah significa catastrofe, significa tragedia ed è ancora più appropriato. E’ una tragedia che ha comportato il genocidio di ben sei milioni di ebrei in tutta Europa. Poi si ricorda, oltre che il genocidio degli ebrei, la deportazione di altri sei milioni di persone che hanno perso la vita nei vari campi di concentramento. Parlo di oppositori, di zingari, testimoni di Geova, parlo di handicappati, di omosessuali. E’ tutto un mondo di persone che erano chiaramente sgradite purtroppo al regime e che sono state imprigionate e ammazzate. Tutto questo ha fatto una tragedia di dodici milioni di persone: sei ebrei e sei le altre categorie”.

La Shoah, ha rappresentato di conseguenza un fatto unico, che non ha eguali nel mondo. Secondo le parole di Focacci, una vera e propria macchina burocratico-amministrativa ed economica, messa dai nazisti in piedi solo e soltanto per sterminare il popolo ebraico, quindi per un motivo razziale non relativo ad un conflitto.

Il ruolo di ANED

L’acronimo ANED, sta per Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti e nasce nel 1945, prevalentemente con il fine di dare assistenza a tutti i deportati sopravvissuti che all’epoca, rientravano in Italia. Con passare del tempo, come raccontato da Gianni Focacci, questo aspetto solidaristico è diminuito per dare spazio alla memoria, all’importanza di tramandare la memoria. L’ANED era in precedenza formata dai testimoni diretti della tragedia, che purtroppo oggi ci sono più. Ma ci sono i figli, i nipoti, i quali hanno il compito e la responsabilità di continuare questo processo importante.

Tra i diversi fini, quello di andare nelle scuole, in cui l’istituzione intera e tutti studenti “Sono coinvolti perchè tramandare la memoria, significa al contempo far conoscere - specifica il Consigliere - far conoscere significa poi consegnare quegli strumenti di libertà per scegliere e ragionare in maniera completamente autonoma”. Essere indifferenti, al contrario, può portare ad un addormentamento totale.

Presso la Casa della Memoria, parte integrante delle Biblioteche di Roma e sede dell’ANED di Roma, si organizzano numerosi incontri sul tema della memoria. I programmi in questione, si rivolgono sia alle scuole medie che gli istituti superiori, proprio per estendere la tematica in maniera più ampia e, soprattutto, non solo nel mese gennaio. Non è soltanto questa giornata infatti ad essere elemento essenziale per riflettere e tramandare. E’ un’occasione in più per poterlo fare, con il supporto delle istituzioni, delle associazioni e con l’indispensabile ascolto di intere generazioni.

Oggi la testimonianza è affidata alla gestione dei figli. Io sono figlio di un deportato, di un oppositore politico. E poi anche ai nipoti. E’ quindi un compito significativo e non facile. I ragazzi, una volta si zittivano di fronte alle testimonianze dirette di chi aveva vissuto quella tragedie. Oggi è un compito in salita ma motivante, anche grazie ai sussidi didattici e filmati” - conclude.

Consapevolezza, contestualizzazione, divulgazione, tradizione e ascolto, per non dimenticare.