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Parla il dottor Eugenio Serravalle, "ecco tutta la mia verità" sul caso Nitag

Parla il dottor Eugenio Serravalle, "ecco tutta la mia verità" sul caso Nitag

eugenio serravalle

Eugenio Serravalle racconta a Camelot cosa è successo

Il dottor Serravalle era uno dei ventidue professionisti del settore medico-scientifico nominati nel Nitag (il gruppo nazionale tecnico consultivo sulle immunizzazioni), un organo la cui istituzione è prevista dalle normative dell'Organizzazione mondiale della sanità e che dovrebbe svolgere attività di consulto per il ministero della Salute sulle politiche vaccinali.

A seguito delle nomine ministeriali, un gruppo di medici e scienziati riunitisi attorno alla sigla di "Patto trasversale per la scienza" ha protestato per la presenza nel Nitag del dottor Serravalle e del professore Paolo Bellavite, "rei" entrambi di aver manifestato dubbi e criticità nei confronti dei cosiddetti vaccini Covid e delle vaccinazioni pediatriche. Poco dopo questa formale protesta, il ministro della Salute ha ritenuto di sciogliere il Nitag e revocare tutti i suoi componenti.
Il caso ha suscitato aspre polemiche anche tra esponenti della maggioranza di governo.

Il dottor Serravalle, nella puntata di Camelot, ha raccontato i esclusiva la sua versione dei fatti.
Ha chiarito di aver appreso della sua nomina tramite un amico che gli ha mostrato il suo nome su un atto formale del ministero della Salute. "Nessun esponente di governo o funzionario del ministero mi ha mai chiamato al telefono per comunicarmi della nomina". Il dottore ha precisato di non avere alcuna tessera politica e di non essere stato appoggiato da alcuno sponsor politico e che la sua nomina probabilmente è arrivata a seguito del suo impegno e della sua attività nella Commissione medico scientifica indipendente, un gruppo di medici, ricercatori e scienziati indipendenti nato su impulso del dottor Alberto Donzelli con l'obiettivo di chiedere al Comitato tecnico scientifico (il Cts) un confronto sulla sicurezza ed efficacia dei preparati anti Covid. Purtroppo tale confronto è stato sempre negato dall'organo consultivo del ministro Roberto Speranza.

"Basta conflitti di interesse, serve il confronto in campo medico-scientifico"

"Nel Nitag avrei voluto riproporre come necessario proprio tale confronto, perché il pluralismo è fondamentale per la democrazia. Ormai viviamo, invece, in una società in cui gli spazi di democrazia sono notevolmente ristretti", ha detto il dottore. Secondo il pediatra, è necessario ripristinare il confronto in particolar modo sull'obbligo vaccinale imposto in età pediatrica dalla legge Lorenzin. "Nella maggior parte dei paesi europei non c'è alcun obbligo, in Italia siamo in presenza di un abuso politico, perché i dati scientifici mostrano che non è necessaria alcuna imposizione ma una valutazione caso per caso", ha detto il dottore.

A seguito dello scioglimento del Nitag, il quotidiano "La Verità" ha denunciato che nel gruppo consultivo erano stati nominati diversi medici con evidenti conflitti di interesse con le multinazionali farmaceutiche. Numerose associazioni, con un'iniziativa promossa dalla dottoressa Laura Teodori, hanno pertanto dato vita a un comitato di scopo che chiede l'istitituzione di un nuovo Nitag, "basato su competenza e trasparenza, nell’esclusivo interesse della salute pubblica" e con professionisti privi di alcun conflitto di interesse con le aziende farmaceutiche.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche il dottor Serravalle, che si augura che "i medici debbano denunciare anche solo 10 o 100 euro presi dalle multinazionali farmaceutiche, che nel sistema attuale finiscono per influenzare le politiche sanitarie pubbliche".