Parking di Lungotevere dei Mellini, partono i lavori tra proteste e preoccupazione
Ospite in collegamento: Adriano Labbucci, assessore alla mobilità Municipio I di RomaUn'infrastruttura attesa da 12 anni ha preso ufficialmente il via in zona Prati: siamo sul Lungotevere dei Mellini, una delle zone più trafficate di Roma, dove verrà realizzato un parcheggio interrato su due piani. Un'opera che ha scatenato perplessità e proteste, tra i residenti che hanno presentato un esposto e il Municipio che contesta l'assenza di pianificazione.
L’area dove verrà realizzato il parking è di proprietà comunale e si trova a poche decine di metri da piazza Cavour e quindi a poca distanza anche da Castel Sant’Angelo. La società incaricata, la Mellini Parking srl, prevede di realizzare 273 posti auto.
Diversi progetti per posti auto a poca distanza
“A noi sembra che manchi un vero e proprio piano. Quello di via dei Mellini, infatti, non è che l’ultimo di una serie di opere che si vogliono realizzare per facilitare la sosta nel quadrante" ha spiegato l’assessore municipale alla mobilità Adriano Labbucci. Tra largo Americo Capponi e via Porcari, in effetti, sarà realizzato un altro parcheggio da 140 posti: il sindaco Gualtieri solo un mese fa ha firmato un'ordinanza per il via libera ai lavori.
In sostanza, a distanza di poche centinaia di metri, ci sono già due progetti per realizzare posti auto: tanti parcheggi in un quadrante che è lo stesso della nuova area pedonale di Piazza Pia, una delle opere più importanti del Giubileo 2025. Il parking di via Mellini, però, non rientra nelle opere giubilari ma, come detto, risale a 12 anni fa.
Il nodo sicurezza e stabilità degli edifici storici
C'è poi il nodo sicurezza: siamo sicuri che le vibrazioni dei lavori non compromettano gli edifici storici di quest'area? E per quanto riguarda il rischio sismico, geotecnico e idraulico? Dubbi espressi soprattutto da alcuni consiglieri capitolini e del I Municipio, unitamente ai residenti che hanno deciso di presentare un esposto: "Vogliamo garanzie sulla sicurezza degli edifici" dicono.
La tensione cresce anche per questioni tecniche: gli scavi supereranno i sette metri di profondità, mentre nel 2023 la Regione Lazio ha concesso una deroga riducendo la distanza minima dal muraglione del Tevere, provocando il ricorso al Tar da parte dei cittadini contrari. Insomma, un vero e proprio braccio di ferro tra amministrazione, tecnici e residenti, che si annuncia lungo e complesso. Intanto i lavori continuano.