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Parco Schuster: inclusione e caldo estremo a Roma

Parco Schuster: inclusione e caldo estremo a Roma

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Nelle intenzioni, doveva essere il fiore all’occhiello della rigenerazione urbana per il Giubileo: un parco inclusivo, accessibile e rinnovato a pochi passi dalla Basilica di San Paolo fuori le mura. A lavori conclusi, però, Parco Schuster si scontra con un avversario imprevisto: il caldo estivo che rischia di compromettere fruibilità e comfort.

Parco Schuster nella morsa del caldo

Il nodo principale è l’effetto isola di calore. La sostituzione del vecchio brecciorino sul Sagrato e l’adozione di ampie superfici in gomma colata antitrauma nell’area giochi, pur migliorando accessibilità e sicurezza, tendono a trattenere ed emanare temperature elevatissime nelle ore centrali. Così, uno spazio pensato per famiglie e comunità può trasformarsi in una distesa rovente, riducendo l’uso quotidiano e l’attrattività di un intervento altrimenti virtuoso.

A complicare il quadro, il tema dell’ombra. Nonostante potature e nuove piantumazioni, le giovani alberature necessitano di tempo per sviluppare chiome efficaci; nel frattempo, l’assenza di coperture verdi mature lascia esposti utenti e superfici, soprattutto nei mesi più caldi dell’anno. Il risultato è un paradosso moderno: uno spazio pubblico avanzato nell’inclusione ma poco vivibile quando il clima picchia più duro.

Per Roma, il caso apre una riflessione strategica su adattamento ai cambiamenti climatici, scelte dei materiali e progettazione di suoli e ombreggiamenti che l’urbanistica capitolina dovrà integrare con decisione. Resta, però, una nota positiva: secondo molti giovani, il parco è «migliorato e non poco», segnale che il percorso è tracciato e che il quartiere Ostiense guarda con fiducia a correttivi climatici di prossima attuazione.