Parco Archeologico di Centocelle, a che punto siamo con il progetto?
Ospite in collegamento: Luca Scarnati, comitato "Pac Libero" di CentocelleIl progetto del Parco archeologico di Centocelle, annunciato nel 2015 con un finanziamento di 2 milioni di euro, resta al palo sulla sua componente più attesa: l’archeologia. Mentre Comune e Dipartimento Ambiente puntano a sbloccare i cantieri tra primavera ed estate, il comitato di quartiere segnala che "le ville sono state reinterrate" e che l’apertura dei nuovi varchi riguarderà solo la fruizione come area verde, non gli scavi delle ville romane.
A ripercorrere la vicenda è Luca Scarnati del comitato PAC Libero di Centocelle: un parco da 126 ettari nato da un concorso negli anni ’90, con una porzione limitata aperta in passato e un’accelerazione recente sulla parte ricreativa. Entro l’estate è attesa anche la Casa del Parco (ex benzinaio riqualificato), gestita dalle associazioni. Ma, avverte, "diventa fruibile da un punto di vista di parco ricreativo".
Il nodo dei fondi
Sul nodo risorse, Scarnati riferisce rinvii pluriennali e probabili riallocazioni nel contesto del Giubileo e del bilancio 2025, mentre non è chiaro cosa preveda il 2026 per scavi e musealizzazione: "No, non abbiamo avuto una risposta ufficiale". "Abbiamo chiesto, e questo è un atto concreto - continua Scarnati - una commissione capitolina congiunta ambiente e cultura che si riunisca, le commissioni capitoline sono aperte agli auditori, ma comunque verremmo in quel caso invitati».
Il rilancio dell’area coinvolge Centocelle, Don Bosco, Torpignattara e Quadraro, serviti da due linee di metropolitana. Il parco alza gli standard di verde verso i 10 mq di verde per abitante, ma il vero salto sarebbe culturale ed economico: «apre un mondo, sia da un punto di vista culturale che da un punto di vista di volano economico.» Sul dialogo istituzionale, Scarnati chiude: «sono abbastanza ottimista che la sovrintendenza si faccia sentire e dia una sua, insomma almeno una sua risposta.»