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Parchi protetti per le donne a Roma e nel Lazio, il progetto "Bosco Rosso" (VIDEO)

Parchi protetti per le donne a Roma e nel Lazio, il progetto "Bosco Rosso" (VIDEO)

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Parchi protetti per le donne a Roma e nel Lazio, il progetto "Bosco Rosso"

Ospiti: Sabrina Zolla, Presidente "Associazione Algaxia", & Alessandro Miani, Presidente "Società Italiana Medicina Ambientale"

Parchi protetti, dotati di sistema di videosorveglianza avanzata e AI, nei quali le donne possano sentirsi sicure. È questo il senso del "Bosco Rosso", un progetto che vede la collaborazione tra l’Associazione Algaxia®, la Società Italiana di Medicina Ambientale, l’Accademia Italiana di Biofilia (AIB) e la Regione Lazio. Lo scorso 11 giugno è stato firmato in via ufficiale un protocollo che dà il via ad un progetto pilota destinato a essere replicato su scala nazionale.

Un'idea che coniuga tre aspetti fortemente attuali: la forestazione urbana, la prevenzione della violenza di genere e la promozione della salute pubblica nei contesti urbani.
Il protocollo è stato sottoscritto dal Generale Serafino Liberati, Presidente dell'Osservatorio tecnico-scientifico per la sicurezza della Regione Lazio, e da Sabrina Zolla, Presidente Algaxia.

Che cos'è un Bosco Rosso e come nasce

In aree verdi oggi marginali e insicure, nasceranno parchi tecnologicamente avanzati e biofilici, progettati per essere spazi di cura, accoglienza e protezione. Ogni parco sarà dotato di un sistema discreto di videosorveglianza con intelligenza artificiale, presìdi mobili o fissi per il supporto alle donne, attività culturali e formative, in un'ottica di prevenzione sociale e ambientale.

Il progetto prevede anche il coinvolgimento diretto dei presidenti dei municipi di Roma e dei sindaci dei Comuni in cui verranno realizzati questi spazi, affinché facciano conoscere alle donne questa opportunità, per poter incontrare gli uomini in sicurezza e sentirsi rassicurate in un posto progettato proprio per questo.

Sima: "Felici di contribuire alla realizzazione di questo progetto"

"I benefici delle infrastrutture verdi sono ampiamente documentati: aumentano la felicità percepita fino al 15%, riducono i livelli di stress e ansia, abbattono il rischio di aggressività urbana tra il 10% e il 15%, migliorano la salute mentale e la coesione sociale, promuovono un più forte senso di appartenenza al territorio nelle città segnate da solitudine, insicurezza e marginalità, la natura diventa presidio di salute, dignità e prevenzione. - ha spiegato Alessandro Miani.

"Come SIMA, siamo felici di contribuire alla diffusione di un modello che unisce medicina ambientale, sicurezza urbana e parità di genere, con l’obiettivo di promuovere politiche pubbliche innovative fondate sul valore del verde e della biofilia" ha concluso il Presidente della Sima.