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Caso Paolo Adinolfi, continuano gli scavi alla Casa del Jazz: svolta o (ennesima) inconcludenza? - VIDEO

Caso Paolo Adinolfi, continuano gli scavi alla Casa del Jazz: svolta o (ennesima) inconcludenza? - VIDEO

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Caso Paolo Adinolfi, continuano gli scavi alla Casa del Jazz: svolta o (ennesima) inconcludenza?

Ospite in collegamento: Massimo Lugli, giornalista e scrittore

Il 2 luglio 1994, il magistrato romano Paolo Adinolfi esce di casa per andare a lavoro. È una giornata caldissima e a Roma si fa fatica anche a camminare a causa delle alte temperature. Una giornata come tante per Adinolfi, che annuncia alla moglie di fare ritorno a casa per le 13. Quel ritorno, però, non c'è mai stato. Paolo Adinolfi scompare nel nulla.

In 31 anni si è detto e fatto di tutto: indagini, inchieste, depistaggi, archiviazioni. Il tutto concluso con un nulla di fatto. Un giallo a tutti gli effetti che dopo tre decenni ancora non trova una risposta. Ora, però il caso è tornato alla ribalta delle cronache: come deciso in prefettura, cani molecolari e investigatori si sono presentati giovedì 13 novembre alla Casa del Jazz ed hanno ispezionato dei tunnel sotterranei mai esplorati che sarebbero stati murati. Parliamo di un bene sequestrato alla criminalità organizzata, in particolare all'ex cassiere della Banda della Magliana, Enrico Nicoletti.

I sospetti e la prudenza della famiglia Adinolfi

I sospetti sarebbero nati dall'ex giudice Guglielmo Muntoni. Dalla sua, la famiglia Adinolfi mantiene il massimo riserbo: "Io e la mia famiglia vogliamo solo silenzio, in questo momento occorre solo aspettare l'evoluzione di questa attività. Io e la mia famiglia in questa fase non ci sentiamo di dire altro'' ha detto l'avvocato Lorenzo Adinolfi, uno dei figli del giudice.

Scettico in questo senso è anche il giornalista e scrittore Massimo Lugli, storica firma di Paese Sera e Repubblica: "Credo si tratti dell'ennesima inconcludenza. Ricordiamoci sempre che le suggestioni non portano da nessuna parte. Penso che non si troverà nulla perché la malavita romana non uccide i giudici, non lo fa per tradizione. In questo caso non credo ci siano collegamenti con la Banda della Magliana, penso invece che inizialmente il giudice si sia allontanato volontariamente, poi bisogna capire cosa è successo dopo".