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Ottobre, mese dei nonni: gli anziani sono sempre quelli di una volta? - con Angela Veltri (VIDEO)

Ottobre, mese dei nonni: gli anziani sono sempre quelli di una volta? - con Angela Veltri (VIDEO)

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Ogni anno ad ottobre si celebra la Festa dei Nonni, un’ulteriore occasione per onorare la loro figura e per condividere più momenti di qualità.

Da sempre i nonni, rappresentano l’amore incondizionato e un vero e proprio punto di riferimento per grandi e piccoli. Sono coloro che hanno amato prima di noi, sono coloro che hanno sofferto prima di noi ma soprattutto, coloro che hanno impresso nel tempo, l’importanza dei veri valori.

Cosa è cambiato nei nonni di oggi? Sono ancora quelli di una volta? A rispondere è la dottoressa Angela Veltri, psicoterapeuta.

L’anziano adesso, non è più quello di una volta - afferma - anzi, io non parlerei proprio di persona anziana, cancellerei questo vocabolo. Adesso - si parla di persone mature - con tanta esperienza che hanno accumulato nel corso della loro vita. E’ cambiato, è cambiato perchè è cambiata la società ed è cambiata anche la famiglia; di conseguenza cambiano anche i ruoli. Adesso il nonno, la nonna non è più quella persona passiva, che è a casa pensando che tra poco la sua vita finirà. Ma è una persona invece che vive una nuova vita. La vita che si dedica a se stessi dopo tanto lavoro, che si dedica ai nipoti, si dedica a volersi divertire con i viaggi, andando nei centri anziani, organizzandosi e andando a ballare, facendo i corsi. E’ una persona attiva al 100%”.

Una evoluzione che in alcuni casi, ha eliminato timori o resistenze del passato ed ha trasformato un momento della vita solitamente vissuto con staticità, in una vera rinascita.

L’anziano - continua - è diventato la colonna portante dei giovani e anche delle persone mature, cioè dei figli in realtà. Perchè? Perchè è la persona che aiuta nei momenti di difficoltà e contemporaneamente riesce a ritagliarsi del tempo libero per se stessa. Quando dico che non dobbiamo parlare di anziani, anche se hanno 70/80 anni, in realtà dipende sempre dalla forma mentis, dalla salute, dagli interessi. Perchè a volte incontriamo delle persone che hanno 80 anni ma sono più giovani di noi! […] Non ci sono più quelle resistenze, quelle paure, quei timori, pensieri e preoccupazioni che uno da giovane o nel corso della vita ha, perchè ha accumulato l’esperienza, perchè ha un bagaglio forte alle spalle e quindi è più spensierato nel fare le cose […]”.

Pensionamento: ritiro sereno o incerto?

Tra nonni smart, nonni attivi, nonni sportivi e nonni particolarmente avvezzi anche alle nuove tecnologie, certo è che si può nascondere anche un nonno che non desidera o non può permettersi esperienze in spensieratezza. La dottoressa Veltri infatti, sottolinea che: ”Dipende sempre da che tipo di pensione arriva: […] se una persona si ritira con una pensione buona, accettabile o buonissima, allora si può permettere viaggi, mangiare fuori. Se invece una persona riceve una pensione minore o necessaria, allora le cose cambiano perchè ci sono delle difficoltà e si stava meglio quando si lavorava e non quando si sta in pensione. Quindi il fattore economico del pensionamento a livello psicologico ha diverse sfaccettature […]”.

Il pensionamento è anche un momento in cui si può pensare di essere più liberi, ma anche qui, dipende. Se si ha una famiglia organizzata sia a livello di supporto che a livello economico, è più semplice costruire momenti più tranquilli e in cui dedicare del tempo di qualità a se stessi. Diverso è, quando la famiglia invece non è ben organizzata o si trova in estrema difficoltà. Ed è proprio li che ‘supernonna’, va a prendere i bimbi a scuola, cucina il pranzo per tutti e partecipa alle spese complessive.

Molti anziani oggi, sono anche più propensi ad utilizzare nuove tecnologie, social come instagram Facebook, TikTok o facendo videochiamate ai loro familiari lontani. Non si può dire di certo la stessa cosa sul fantomatico spid, nemico astioso (anche dei più giovani!).

In questo caso, la psicoterapeuta consiglia di non farli mai sentire incapaci. Possiamo guidarli, prenderli per mano o insegnare con pazienza, esattamente come loro hanno fatto con noi anni prima.