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Ostia, stagione a rischio soprattutto per i lavoratori: in 500 rischiano (anche) la Naspi - VIDEO

Ostia, stagione a rischio soprattutto per i lavoratori: in 500 rischiano (anche) la Naspi - VIDEO

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Ostia, stagione a rischio soprattutto per i lavoratori: in 500 rischiano (anche) la Naspi

Ospite in collegamento: Valeria Strappini, Presidente Ascom-Confcommercio Roma Litorale Sud

Dopo tre giorni dall'avvio ufficiale della stagione estiva 2026, che il Comune di Roma ha fissato per il 10 maggio, a Ostia non potrebbe regnare più incertezza di così. Tra stabilimenti chiusi, concessioni sì - concessioni no e strutture fatiscenti, anche quest'anno il litorale di Roma dovrà letteralmente sopravvivere.

Ma ora la preoccupazione è anche per i lavoratori: ci sono circa 500 stagionali che rischiano di rimanere a casa, oltretutto senza Naspi. A lanciare l'allarme è Confcommercio Roma che ha posto l'accento sulla questione ritardi nelle aperture degli stabilimenti con ripercussioni che, come spesso accade, toccano lavoratori, imprese e un intero indotto turistico.

Situazione attuale sul litorale romano

A Ostia risultano operativi circa 31 stabilimenti balneari dopo mesi segnati da concessioni, interventi per la rimozione degli abusi e cause presso i tribunali amministrativi.

Domenica 10 maggio la stagione è partita in via ufficiale, ma di quei 31 stabilimenti, circa la metà non ha ancora aperto al pubblico. L’assessore al Patrimonio di Roma, Tobia Zevi, ha parlato di “fase di transizione”, con diverse realtà che resteranno chiuse fino al completamento delle rimozioni degli abusi residui.

Confcommercio: "Già 150 posti di lavoro persi"

Sul fronte occupazionale, il quadro tracciato da Confcommercio Roma è allarmante: “Solo nel Lungomare di Levante, la chiusura di realtà storiche come Shilling, Sporting Beach, Kursaal e Hibiscus ha già portato alla perdita di 150 posti di lavoro, senza considerare che si rischia di perdere tra 1 e 4 milioni di euro entro settembre". L’associazione evidenzia inoltre che “la mancata apertura delle strutture non colpisce solo i dipendenti diretti, ma travolge l’intero indotto turistico, riducendo consumi e servizi in tutto il territorio”.

C'è poi un'altra questione con cui fare i conti: il ritardo nelle aperture può impedire a molti addetti di maturare i requisiti per la NASpI: nel 2026 occorrono 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni e 30 giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti. “Servono strumenti straordinari in deroga per sostenere il reddito di chi resta senza tutele - dice Confcommercio -, certezze immediate sulle concessioni e tempi chiari per permettere alle imprese di programmare la stagione ed evitare ulteriori danni economici”.

Valeria Strappini: "Vanno tutelate famiglie e imprese"

In questo scenario di stallo - sottolinea Valeria Strappini - Confcommercio Roma sta portando avanti un’intensa attività di rappresentanza istituzionale per tutelare le imprese e le famiglie del territorio. Si ritiene necessario che la Regione Lazio valuti con urgenza l’attivazione di strumenti straordinari di sostegno al reddito, anche in deroga alla normativa vigente, per tutelare lavoratori e imprese colpiti dall’attuale situazione di stallo amministrativo”.

La richiesta nasce dalla necessità di evitare un’emergenza sociale ed economica sul litorale romano, dove centinaia di lavoratori stagionali rischiano di restare esclusi sia dal lavoro sia dagli strumenti ordinari di sostegno” ha concluso la Presidente.