Nell’ultima puntata di “A Viso scoperto“ Ostia torna al centro dell’attenzione per la riforestazione finanziata dal PNRR ad Acque Rosse e nella pineta di Castel Fusano. Secondo i dati illustrati, i fondi destinati ammontano a 2 milioni e 350 mila euro, a cui si aggiungono risorse ministeriali e stanziamenti comunali. Caudo precisa che i cartelli di cantiere riportano importi relativi a un perimetro di intervento più ampio, ovvero che nei 2 milioni e 350 mila euro sono compresi anche interventi in altre zone.
In studio, il faccia a faccia ha visto contrapposti Giovanni Caudo (Presidente della Commissione Speciale PNRR di Roma Capitale) e la dottoressa Jacopa Stinchelli (Presidente dell'Associazione “C.U.R.A.A.” - Cittadini Uniti per Roma, i suoi Alberi e i suoi Abitanti), con posizioni diametralmente opposte sulla reale efficacia dei lavori.
La chiusura degli interventi è fissata al 30 giugno 2026, con una tolleranza di due mesi. Le associazioni hanno segnalato piantumazioni fuori stagione, carenza d’acqua, moria diffusa, distruzione del sottobosco, degrado e abusivismo. A Castel Fusano l’irrigazione stabile potrebbe arrivare solo nel 2028.
A Ostia la maggior parte delle piante sono secche
Nella zona A di Castel Fusano la situazione è problematica: la maggior parte delle piantine sono secche, c’è però anche una piccola area con alberi in salute e manutenzione accurata. Ad Acque Rosse, nei mesi scorsi, erano state evidenziate movimentazioni di terra e la presenza di rifiuti, seguite dalla messa a dimora di migliaia di piantine. La maggior parte di quelle piantine oggi sono secche. Oggi l’area appare ripulita da rifiuti e calcinacci, ma le associazioni temono che sotto il terreno possano esserci ancora dei rifiuti.
Riforestazione: le criticità segnalate
Jacopa Stinchelli, presidente dell’associazione “C.U.R.A.A.”, sottolinea che ad Acque Rosse, da un sopralluogo nei mesi scorsi, era emerso che: “Non era cresciuto nulla, anche il WWF aveva confermato che era morto l'80 per cento delle piante”, ha quindi aggiunto: “Dopo hanno rimesso delle piantine verdi, in un periodo in cui non si può fare.”
La posizione dell’amministrazione
L’amministrazione, per voce di Caudo, riconosce problematiche con le ditte appaltatrici e richiama le clausole contrattuali su sostituzioni e manutenzione quinquennale. Il contratto prevede sostituzioni oltre il 10% di moria e manutenzione per 5 anni, con ripiantumazioni in periodo idoneo. In particolare, le rendicontazioni PNRR hanno compresso i tempi operativi, spingendo in alcuni casi a piantumazioni in stagioni non ottimali. Ad Acque Rosse l’irrigazione avverrà con autobotti per l’assenza di fonti idriche vicine.
Caudo precisa: "Considerate che l'appalto non finisce il 30 giugno, questa è la data in cui bisogna restituire allo Stato il conteggio e le spese fatte; tra l'altro questo termine è stato prorogato al 30 agosto". Inquadra poi Ostia dentro un programma della Città metropolitana di Roma che prevede 630 ettari di forestazione e fino a un milione di piante complessive, con oltre 60 siti ridefiniti tra il 2022 e il 2025.
Le domande dei cittadini
Jacopa Stinchelli richiama l’attenzione su ulteriori aree, cita due ditte coinvolte ad Ostia e contesta l’obiettivo del “milione di alberi”. La "cosiddetta riforestazione" non centra i target: nel 2023 sarebbero stati piantati appena 9 mila alberi, con l’asticella del milione ora spostata al 2030. Restano cruciali monitoraggio continuo, corretta stagionalità e disponibilità idrica per trasformare gli impegni in risultati duraturi.
Puntata completa: https://www.radioroma.tv/2026/07/14/tutela-verde-pubblico-e-medio-oriente/
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